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Abruzzo: le priorità del Patto per lo sviluppo

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L’Aquila, 19 gen 2012 – Chiarimenti relativi al Piano di dismissione degli immobili a copertura del cofinanziamento Fas, aggiornamenti in merito all’avanzamento della spesa relativa al Por-Fesr e al PO FSE e alla rimodulazione dei residui derivanti da alcune misure del POR FESR e dei rientri del Fondo Unico 2010. Infine, lo stato delle riforme Confidi e Consorzi Industriali. Questi i punti dibattuti, questo pomeriggio, a Pescara, nel corso della sessione straordinaria della Consulta regionale per lo Sviluppo. Nel corso dell’incontro con le parti sociali, presieduto dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, in particolare, è stata espressa una valutazione positiva in merito al raggiungimento dei limiti di spesa dei Fondi Por-Fesr. Tra le priorità illustrate da Chiodi figurano i risultati dell’indagine conoscitiva "Fabbrica Abruzzo", come strumento decisionale per l’utilizzo delle risorse Fas-Linea d’Azione 1.2.1, per i processi di costituzione, riorganizzazione e diversificazione delle imprese per 17 milioni di euro. In questo caso, bisognerà poi decidere se utilizzare queste risorse per cofinanziare i Contratti di Sviluppo Nazionale o i progetti di investimento. Nel corso della seduta odierna si è parlato anche delle quattro Aree di

Crisi individuate dalla Giunta (e in attesa di riconoscimento al Ministero per lo Sviluppo economico per poter usufruire della Legge 181): Valle Peligna (l’unica già con una dotazione di 18 milioni 650 mila euro); Val Pescara, Val Vibrata e Val Sinello. "Per l’economia abruzzese stanno emergendo dati positivi e non solo riguardo al 2010 – afferma Chiodi – infatti, siamo stati la seconda regione per Pil, ma anche nel secondo e terzo semestre del 2011 registriamo buone performance anche se il 2012 sarà durissimo per contingenze internazionali". E’ il commento del presidente della Regione, Gianni Chiodi, al termine della seduta del Patto per lo Sviluppo che ha visto anche le presenze del vice presidente, Alfredo Castiglione, e degli assessori Di Dalmazio, Gatti e Febbo. «Ci confronteremo con le altre Regioni e vedremo se saremo stati capaci di competere in termini economici, confermando i progressi degli ultimi due anni – ha proseguito il presidente – oggi, purtroppo, il problema è l’emergenza economica con cui tutti saremo chiamati a fare i conti». 

«Il nostro obiettivo – ha sottolineato Chiodi – è quello di sostenere l’economia e per fare questo stiamo cercando di mettere in atto strumenti come il Patto per lo Sviluppo. Riguardo, per esempio, al porto di Ortona e al sistema ferroviario, oltre all’intero comparto infrastrutturale, l’emergenza rende tutto più difficile, ma come Regione dovremo farci trovare pronti con i progetti, quando ci sarà lo sblocco delle risorse. Siamo, peraltro, l’unica regione italiana ad aver visto deliberati i Fondi Fas». Ora bisognerà attendere la registrazione della Corte dei Conti dopo i ritardi nella trasmissione della relativa delibera da parte del Cipe ma sul punto il presidente della Regione ha rassicurato i componenti del Patto per lo Sviluppo. In merito alla riduzione del debito Chiodi ricorda di aver «ricevuto elogi anche dal presidente del Consiglio Monti. Siamo stati degli antesignani. Nel 2007 eravamo i più indebitati. Oggi invece abbiamo rimesso in ordine i conti della Sanità. L’Abruzzo non è più la regione canaglia, e soprattutto non è più la regione tartassata. Le ultime vicende giudiziarie ci hanno messo in difficoltà con l’Unione Europea. Per questo, dovremo andare a Bruxelles e lavorare molto per rassicurare l’Ue sulla bontà del nostro lavoro ma le buone notizie non mancano. Riguardo i Fondi Por Fesr ci è stato certificato il 30 per cento in più della soglia minima necessaria per evitare il disimpegno cosi’ come lo abbiamo evitato per il Fondo sociale europeo».

PD: UNICA CERTEZZA SONO PROBLEMI IRRISOLTI – Nella riunione per il Patto per lo Sviluppo di oggi «si è parlato di tutto – commenta il Capogruppo del PD Camillo D’Alessandro – ma non si è deciso nulla, le uniche certezze sono i problemi non risolti. A partire dai problemi posti dai rappresenti delle imprese che hanno deciso di non partecipare alla riunione del Patto. Innanzi tutto il Presidente Chiodi ha confermato la riduzione dei fondi sul FAS dovuti all’impossibilita di vendere gli immobili delle ASL.Ciò significa almeno 40 milioni di euro in meno anche se la cifra potrebbe essere maggiore. I FAS continuano ad essere totalmente incerti nella tempistica e nella percentuale di erogazione, quindi nulla. La riunione di oggi è stata piuttosto confusa, non preparata, dove emerge l’assenza totale di una agenda di priorità, si naviga a vista. Ora o il Patto scrive il canovaccio e si assume la responsabilità di entrare nel merito, o non ha ragione di esistere, il Governo regionale non ce la fa. Non mancano le questioni sul tappeto ciò che manca sono gli obbiettivi ed i tempi delle decisioni. Tuttavia c’è carne a cuocere per lavorare se si vuole lavorare».

UIL, UN DECALOGO DI COSE CONCRETE DA FARE – «La sessione di giovedì  19 gennaio 2012 della Consulta del Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo ha discusso prevalentemente delle scelte da fare per l’allocazione di 27 milioni derivanti da residui Fesr, Fse e Fondo Unico Attività Produttive e sul nuovo strumento del contratto di sviluppo. Il rinvio delle decisioni a una nuova riunione da fare a breve è motivato dall’opportunità di verificare le scelte del Governo Monti sul problema dello smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese verso la pubblica amministrazione e di chiarire meglio le intenzioni del Governo sui contratti di sviluppo per le regioni dell’obbiettivo competitività. Sono problemi importanti, ma secondo noi c’è bisogno di non limitarsi alla normale amministrazione ma di condividere un’agenda degli obiettivi prioritari da raggiungere nel breve  e medio periodo, utilizzando lo strumento della Consulta del Patto, ma anche gli altri strumenti, come il Protocollo sui Fondi Strutturali e le relazioni industriali bilaterali, come Cgil, Cisl, Uil stanno facendo su trasporti, sanità, bilancio e lavoro». Lo dichiara Roberto Campo per la Uil Abruzzo, che «propone un suo decalogo di obiettivi prioritari».

1) Fisco regionale, provinciale, comunale. Il fisco è il crocevia di equità e crescita. L’assessore al bilancio sostiene che si potrà operare sull’addizionale regionale Irpef solo dopo la certificazione del pareggio dei conti della sanità, che dovrebbe avvenire ad aprile. Secondo noi, ad invarianza di gettito lo si può fare anche ora, ma in ogni caso aprile è vicino. Chiediamo l’immediata apertura del confronto per costruire un accordo regionale su fisco e tariffe. Proponiamo la modulazione dell’addizionale regionale Irpef, in modo da farne pagare di meno ai lavoratori e ai pensionati (modello Marche). La presenza nel Patto delle associazioni di Province e Comuni può essere valorizzata per condividere linee guida sulla fiscalità degli enti locali: anche qui, basta con le aliquote piatte, bisogna modularle. Vediamo cosa verrà in materia fiscale dal governo Monti (per ora, solo più tasse, prevalentemente a carico dei soliti). 2) Pacchetto occupazione. Il 23 gennaio, Cgil, Cisl, Uil Abruzzo incontreranno l’Assessore Gatti per discutere di apprendistato; regole per tirocini e stage; interventi a favore di giovani, donne e soggetti svantaggiati; formazione; testo unico su lavoro e stato sociale; etc. Vedremo inoltre cosa verrà fuori dal confronto nazionale con il Governo per arricchire l’agenda regionale sul lavoro. 3) Incontro con il Ministro Passera. Non sarà facile incontrare il Governo tecnico, ma non possiamo rinunciare. A cominciare dalla piena applicazione del decreto Terremoto, Master Plan incluso, e dalla rinascita economico-sociale del cratere, con anche l’istituzione della zona franca. Particolarmente importante riuscire ad aprire un dialogo con il Ministro Passera, titolare, oltre che per il Master Plan, per contratti di programma, co
ntratti di sviluppo, e infrastrutture. Va chiesto di sanare l’esclusione dell’Abruzzo dalla “lista Passera” delle opere infrastrutturali da salvare: non è possibile che non ci sia un’opera di interesse della nostra regione tra le priorità nazionali. 4) Aree di crisi.  Bene il lavoro che si è avviato sulle aree di crisi (Valle Peligna, Val Vibrata, Val Pescara, Val Sinello, oltre il cratere del sisma), ma non basta migliorare l’attrattività del territorio, bisogna anche curare la dimensione aziendale e interloquire con le aziende in crisi e con quelle disposte ad investire. Non lo si sta facendo. Esempio: gli olandesi che hanno acquistato la Campari e gli austriaci interessati alla Sitindustrie non li ha incontrati nessuno. 5) Qualità della spesa. Raggiunti gli obiettivi quantitativi di spesa dei fondi strutturali al 31 dicembre 2011, esaminiamo la qualità di questa spesa per superarne le diverse carenze, con una sessione del Protocollo sui Fondi Strutturali da convocare a breve, come concordato con il Presidente Chiodi.

6) Trasporto Pubblico Locale. Cgil, Cisl, Uil hanno chiesto al Presidente Chiodi un incontro per gestire la legge che prevede l’azienda unica su gomma. La scelta fatta dall’Abruzzo è in piena sintonia con il meglio che stanno facendo altre regioni (Toscana, Emilia, Umbria). La reazione scomposta, disinformata, provinciale seguita all’approvazione della legge e i comportamenti inaccettabili dei vertici di alcune aziende pubbliche richiedono che una riforma così importante veda la piena assunzione di responsabilità politica al massimo livello regionale. 7) Socio-Sanitario. Accelerare l’integrazione socio-sanitaria e  dare applicazione all’accordo del 3 agosto su assunzioni e investimenti nella sanità del territorio. 8) Pubblica Amministrazione Regionale. Completare gli inserimenti negli organici regionali dei lavoratori degli enti soppressi e condividere in sede di Consulta del Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo un progetto di riorganizzazione complessiva della macchina regionale. 9) Costi della Politica. Concordare in sede di Consulta del Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo un piano di rientro dai costi eccessivi della politica regionale, a partire dalla condivisione dei dati e dei raffronti disponibili con quelli delle regioni meno esagerate; concordare linee guida per Province e Comuni. 10) Manovra quadro pluriennale di bilancio. Concordare in sede di Consulta del Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo una strategia pluriennale per i conti pubblici regionali che tenga conto dell’esaurirsi delle economie vincolate, il cui recupero è stato decisivo per chiudere i bilanci di questi ultimi anni, e del fatto che solo a partire dal 2015 comincerà a scendere il peso delle cartolarizzazioni da pagare. Va fatto un ragionamento complessivo, che tenga conto delle minori uscite che si possono avere tagliando i costi eccessivi della politica, delle possibilità di aumentare le entrate, anche recuperando l’evasione fiscale, e della necessità di abbassare le tasse sul lavoro, per ridare fiato all’economia.

CNA, CONFARTGIANATO E CONFESERCENTI: «NON CI SONO CONDIZIONI PER RIENTRARE, AL LAVORO PER UNITA’ ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI» – «Abbiamo chiesto una svolta nella politica economica della Regione e che gli strumenti partecipativi che ci siamo dati diventino luoghi nei quali discutere dei problemi reali delle imprese e, soprattutto, di come risolverli. Non abbiamo visto questo cambiamento e dunque al momento mancano le condizioni essenziali per rientrare nel Patto per lo Sviluppo». Lo affermano i presidenti e i direttori delle tre confederazioni autosospesesi dal Patto per lo Sviluppo: Italo Lupo e Graziano Di Costanzo (Cna), Angelo Taffo e Daniele Giangiulli (Confartigianato), Beniamino Orfanelli ed Enzo Giammarino (Confesercenti). «E’ il momento di mettere le imprese al centro dell’azione del governo regionale – dicono le tre confederazioni – e questo obiettivo si può raggiungere con più forza se c’è un’ampia convergenza fra le associazioni imprenditoriali. Il giudizio sull’attuale scarsa efficacia del Patto per lo Sviluppo è ampiamente condiviso: per questo stiamo lavorando affinché le confederazioni degli imprenditori possano trovare un punto di incontro anche su alcuni punti strategici che consentano alle 130 mila piccole e medie aziende abruzzesi di affrontare con più forza la crisi, recuperare il divario competitivo che si sta aprendo con le imprese di altre regioni e riprendere prima il cammino della crescita».

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