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L’Aquila: Gdf arresta alto dirigente provveditorato opere pubbliche

L’Aquila, 18 gen 2012 – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di L’Aquila hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Giancarlo Santariga, importante dirigente del Provveditorato delle Opere Pubbliche del Lazio, Abruzzo e Sardegna, in servizio presso la sede coordinata di L’Aquila.

L’attività d’indagine, svolta sotto la costante direzione del Procuratore della Repubblica di L’Aquila Alfredo Rossini e del Sostituto Procuratore David Mancini, ha riguardato un’ipotesi di concussione realizzata dal dirigente nei confronti di una impresa edile, alla quale erano appaltati lavori pubblici.

In particolare, gli accertamenti, svolti mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, appostamenti, assunzioni testimoniali nonché acquisizione ed esame documentale, hanno fatto emergere le illecite pretese del pubblico funzionario, il quale, abusando della sua carica di alto dirigente dei lavori pubblici, induceva l’imprenditore a farsi mettere a disposizione un’autovettura, con relativo carburante.

Le indagini consentivano di riscontrare che, all’interno di documenti riguardanti alcuni lavori pubblici da effettuare, era stata predisposta una generica clausola in base alla quale la ditta aggiudicataria dell’appalto si sarebbe impegnata a fornire un’autovettura con finalità riconducibili alla specifica opera pubblica da realizzare; in realtà, già nei primi mesi del 2009, molto prima della consegna dei lavori (avvenuta nel febbraio 2010), il dirigente, facendo leva sulla posizione apicale rivestita, induceva l’aggiudicatario dell’appalto a noleggiare e pagare l’autovettura, che utilizzava in via esclusiva, servendosene per motivi di natura privata.

Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle investigazioni, il Gip di L’Aquila Marco Billi ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del dirigente del Provveditorato. 

NEL MIRINO ANCHE RISCOSTRUZIONE TERREMOTO – L’arresto per concussione del numero uno in Abruzzo del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, Giancarlo Santariga, potrebbe avere pesanti ripercussioni, sia a livello giudiziario, sia a livello di attività sulla ricostruzione post terremoto. La notizia emerge dall’agenzia Ansa, secondo cui secondo quanto si è appreso gli inquirenti stanno vagliando intercettazioni telefoniche ambientali e l’altro voluminoso materiale per verificare se emergono elementi sui milionari appalti per la ricostruzione del patrimonio pubblico gestiti da Santariga all’Aquila e nel resto del cratere del terremoto. Secondo ambienti investigativi, l’arresto per concussione ai danni di un imprenditore nell’ambito dell’appalto per la realizzazione della sede della Guardia di Finanza a Pescara, potrebbe essere solo uno degli elementi che ha messo nei guai l’alto dirigente del provveditorato alle opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, finito ai domiciliari. Il provveditorato,secondo quanto riportato dall’Ansa, ha gestito e gestirà decine e decine di milioni per la ricostruzione pubblica nel territorio terremotato. Santariga da anni numero uno d’ Abruzzo è considerato uomo forte nel territorio regionale.

Le indagini che hanno portato all’arresto per concussione nei confronti di un imprenditore dell’alto dirigente del provveditorato generale delle Opere Pubbliche, Giancarlo Santariga, non è partita dalla denuncia dello stesso imprenditore. E’ quanto emerso oggi da ambienti della Procura della Repubblica dell’Aquila. E’ stata l’iniziativa dei pm e, sul campo, della Guardia di Finanza, ad attivare indagini sulle attività del Provveditorato interregionale delle Opere Pubbliche nel quale Santariga ha la responsabilità dell’Abruzzo, non a caso viene definito il provveditore dell’Abruzzo. Al vaglio dei finanzieri i numerosi appalti del Provveditorato, soprattutto nella ricostruzione post-terremoto. Sono diverse decine di milioni gli interventi appaltati, in uno di questi quello riguardante la Questura dell’Aquila è già scattata un’altra inchiesta. Nella Procura Aquilana sono convinti che ci siano personaggi sia tra le istituzioni sia tra i cittadini che hanno normalizzato comportamenti illeciti come leciti. «Eduardo diceva che le bugie hanno le gambe lunghe – ha spiegato un inquirente – C’è la dinamica psicologica che porta a credere che attività in violazione della legge siano giuste e dovute».

TANGENTI: LUNEDI’ SANTARIGA DA PM, SPUNTA APPALTO AVEZZANO  – Sarà interrogato nella giornata di lunedì Giancarlo Santariga, l’alto dirigente del provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna, agli arresti domiciliari da ieri mattina con l’accusa di concussione nei confronti dell’imprenditore Agostino Bertoni, responsabile e direttore tecnico della Prismo Universal Italiana Spa di Roma. Santariga, 63 anni, nativo di Tagliacozzo, ma residente a Roma, è il provveditore aggiunto dell’Abruzzo; è stato arrestato dai finanziari con l’accusa di aver utilizzato per scopi personali tre auto noleggiate dalla Prismo, che ha pagato per lunghi periodi anche il carburante, auto che dovevano essere utilizzate per attività relative all’appalto per la realizzazione della nuova sede della guardia di Finanza a Pescara. Una clausola definita strana, inserita nel contratto della commessa. I lavori, comunque, sono partiti nel 2009 e non terminati perché a giugno 2011, per le difficoltà economiche della Prismo, c’é stata la rescissione del contratto in danno della Prismo da parte del provveditore, un provvedimento firmato dallo stesso Santariga. L’alto dirigente dovrà spiegare al Gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, e al pm David Mancini, che coordina l’inchiesta. Le indagini, effettuate dal nucleo di polizia tributaria guidati dal colonnello Gianluca De Benededictis, e coordinate dal comandante provinciale della fiamme gialle, colonnello Giovanni Castrignanò, sono state effettuate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali ma anche con testimonianze: in particolare, di due tecnici del provveditorato che hanno confermato alle Fiamme Gialle l’uso illegittimo delle auto, e quella dello stesso Bertoni che ha denunciato di essere stato vessato da Santariga, "persona poco trasparente". Come si evince dalle intercettazioni, il comportamento non corretto è stato denunciato anche dal provveditore interregionale, Donato Carlea. Intanto, continuano le indagini su altre commesse della Prismo, in particolare l’appalto del centro smistamento merci di Avezzano, nel quale c’era la stessa "strana" clausola. In questa commessa ci sono aziende che hanno fatto lavori in subappalto hanno denunciato mancati pagamenti per circa cinque milioni di euro. Le indagini sono rivolte anche alla verifica dei milionari appalti legati alla ricostruzione post terremoto curate dal provveditorato alle Opere pubbliche.

LE REAZIONI

RAPAGNA’ (MIA CASA ABRUZZO) – «Adesso, dopo la notizia dell’arresto dell’Ing. Giancarlo Santariga alto dirigente del Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’Abruzzo, si comincia a capire perché il medesimo Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, designato dal Commissario Chiodi e dall’allora Vice Commissario Cialente quale “soggetto attuatore” della ricostruzione, non abbia ancora dato inizio alla “ricostruzione pesante” degli alloggi pubblici classificati E di proprietà dell’ATER e del Comune dell’Aquila. Chiedo al Commissario delegato – Presidente della Regione Gianni Chiodi e al Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente di chiarire, dal loro punto di vista,  i motivi “politici e procedurali” che hanno ostacolato e impedito l’avvio della “ricostruzione pesante”: tale chiarimento è “necessario ed urgente”, a tutela della trasparenza, dignità e credibilità della nostre Istituzioni regionali e Comunali al
le quali il Mia Casa si è costantemente rivolto per avere sostegno e tutela rispetto alla “ricostruzione” della Edilizia Residenziale Pubblica. Il Commissario delegato – Presidente della Regione Abruzzo e il Sindaco dell’Aquila hanno sin dall’inizio deciso di avvalersi, in qualità di soggetto attuatore, del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna che avrebbe potuto provvedere “anche” con i poteri straordinari della Protezione Civile, d’intesa con i Sindaci dei Comuni interessati. Non dovrebbe essere solo e soltanto il Mia Casa d’Abruzzo a ribadire e denunciare che, a questo punto, la situazione si è fatta davvero “seria e preoccupante”: per questo ho chiesto che il Commissario Gianni Chiodi ed il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente convochino un “incontro di lavoro e di verifica” alla presenza di tutti i soggetti attuatori ed enti competenti”. La Regione Abruzzo ed i Comuni interessati dal sisma, più di altri legati al territorio ed alla popolazione colpita, avrebbero dovuto “tempestivamente dimostrare” la utilità e l’efficienza dei rispettivi Compartimenti di competenza e dei loro innumerevoli Enti strumentali, Società partecipate e controllate: si è invece scelto di correre il rischio di “abbandonare” ad altri soggetti “esterni” la ricostruzione, il recupero e la riqualificazione di un prezioso patrimonio residenziale pubblico. Chiedo, ancora una volta, al Consiglio regionale ed ai Consigli Comunali del cratere, di “interessarsi seriamente e tempestivamente” della ricostruzione e messa in sicurezza antisismica del loro proprio patrimonio abitativo. Ribadisco che essi hanno la responsabilità istituzionale di “indirizzare, aiutare e controllare” tutte le fasi dei lavori e degli interventi».

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