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Inchiesta appalti: sequestri a Roma

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Roma, 18 gen 2012 – Trasferta romana questa mattina per gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, che nell’ambito dell’inchiesta della Procura dell’Aquila sugli appalti truccati, si sono recati presso la sede della Oics (Osservatorio Internazionale Cooperazione e Sviluppo) dove hanno prelevato copiosa documentazione relativa proprio all’inchiesta che due giorni fa ha portato all’arresto di sette persone (quattro in carcere e tre ai domiciliari). L’Oics è un ente pubblico che per conto delle regioni gestisce alcune gare d’appalto in materia di cooperazione, e fra queste quella dell’Ipa-Adriatico, vinta dalla società Ecosfera, finita nel mirino degli inquirenti aquilani. Successivamente gli uomini coordinati dal capo della Mobile pescarese Pierfrancesco Muriana si sono diretti proprio presso gli uffici romani della Ecosfera per acquisire documentazione relativa ad alcune assunzioni operate negli ultimi tempi dalla società.

CHIODI, PRESTO SOSTITUZIONE DIRIGENTE – A partire da domani cominceranno i colloqui per la sostituzione di Giovanna Andreola, dirigente del servizio Attività internazionali della Regione Abruzzo, che si è dimessa dopo essere stata arrestata nell’ambito dell’operazione "Caligola" della Procura della Repubblica dell’Aquila su tangenti e appalti. Lo annuncia il presidente della Regione, Gianni Chiodi. «Già domani – spiega Chiodi – mi sentirò con la mia struttura, ci sarà una nomina d’emergenza. Nei prossimi giorni, poi, avrò un colloquio con l’Unione Europea». Una sostituzione che dovrà avvenire in tempi stretti, secondo il governatore, visto che Andreola «era autorità di gestione Ipa e di Fesr – ricorda -. I miei dirigenti si stanno incontrando con quelli del governo, del Ministero per lo Sviluppo economico, ma quanto accaduto ci mette in grandissima difficoltà con la Ue. Stavamo per ottenere anche la leadership per il programma futuro di cooperazione internazionale, ora invece temo che l’Unione possa avere da ridire, soprattutto per Ipa. Altri Paesi stranieri con cui abbiamo già avuto problemi credo proprio che ora avanzeranno pretese».

CHIODI, ARRESTI ECCELLENTI FATTO PREOCCUPANTE – Gli arresti ordinati dalla Procura della Repubblica dell’Aquila su tangenti e appalti sono «un fatto molto, molto preoccupante per l’Abruzzo, che ci mette in grandissima difficoltà nei confronti dell’Unione Europea, anche a livello di immagine»: lo afferma il presidente della Regione, Gianni Chiodi, dopo gli arresti eccellenti che hanno sconvolto l’Abruzzo. «Come per il caso della mia dirigente Vanna Andreola – spiega il governatore – non conosco le carte dell’arresto di Giancarlo Santariga, quindi non sono in grado di esprimere giudizi. Mi auguro solo che queste operazioni si facciano con la prudenza che deve guidare tutti noi».

CASTIGLIONE, IO TOTALMENTE ESTRANEO – In una nota Alfredo Castiglione, Assessore della Regione Abruzzo con delega allo Sviluppo Economico e Vicepresidente della Giunta Regionale, afferma che «in riferimento alle notizie pubblicate dagli organi di informazione in merito alle indagini promosse nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila, intende affermare pubblicamente la propria totale estraneità, in termini oggettivi e soggettivi all’ipotesi di accusa formulata dal P.M. procedente nei propri riguardi e dichiarare di non aver mai inquinato l’esercizio delle proprie funzioni ed attività pubbliche ed istituzionali connesse e correlate alle predette sue cariche con il perseguimento di interessi di carattere privatistico». Nella nota ufficiale Castiglione spiega che «in particolare comunico di non essersi mai adoperato per favorire il raggiungimento di obbiettivi di asserite associazioni illecite e di non aver mai speso la mia autorevolezza e la mia influenza politico-istituzionale per l’aggiudicazione pilotata di commesse pubbliche, né tantomeno per garantire in favore di tale ditta Cyborg S.r.l. l’ottenimento di finanziamenti comunitari, come si ipotizza da parte della Procura della Repubblica Aquilana dietro contropartita della promessa di erogazione di fondi in favore dell’associazione Rassianka, di cui è direttrice e non presidente, la Sig.ra Kozina Marina, attuale mia compagna. Ho motivo di ritenere che l’indagine a mio carico e l’ipotesi di accusa formulata nei miei confronti siano derivate da un equivoco che mi propongo di chiarire al più presto, presentandomi non appena possibile dinanzi al Magistrato inquirente per spiegare i motivi della mia estraneità alla vicenda di che trattasi».

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