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Balletto moderno al Teatro dei Marsi

Avezzano, 18 gen 2012 – Venerdi 20 gennaio ore 21.00 spettacolo balletto moderno "Italia, la mia Africa" con musica etnica. La mia Africa è la nuova creazione dei Mvula Sungani per la sua Compagnia e la stella Emanuela Bianchini. Lo spettacolo affronta la tematica dell’integrazione fra etnie diverse attraverso storie di immigrati ed emigranti. La chiave di lettura è il parallelo tra l’Italia di oggi, meta di immigrazioni e di speranze come le drammatiche cronache quotidiane ci riportano, e quella del primo ‘900, quando a partire con aspettative di una vita migliore erano proprio gli italiani. La creazione di Sungani è una lettura del passato e del presente della nostra nazione, un racconto sull’integrazione di culture lontane dal nostro popolo,  un progetto per non dimenticare chi eravamo, chi siamo e – forse – chi vorremmo o quantomeno dovremmo essere. Italia, la mia Africa miscela sapientemente  ritmi africani con le  musiche eseguite dal vivo ed arrangiate dal m° Riccardo Medile. 

LO SPETTACOLO: L’Italia è il luogo in cui le diversità divengono un’ unica grande cultura. L’idea del regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani,  è che: “…con le sue grandi differenze culturali millenarie, partendo dall’ antica Roma, in cui vivevano genti provenienti da tutto l’impero, passando per le dominazioni che si sono susseguite fino alla nascita della nazione, e arrivando alle immigrazioni dei nostri giorni, l’Italia ha sublimato le diversità costituendo un grande patrimonio artistico-culturale unico al mondo”… ?
Questa nuova opera Sungani prende spunto dalla propria storia personale e più precisamente dalle vicende del padre, medico africano del Malawi, che approdò in Italia alla fine degli anni sessanta, dove sposò  una italiana dalla quale ebbe due figli e si laureò. “Italia, la mia Africa”, è quindi uno spettacolo autobiografico in cui vengono raccontate storie di immigrati, ma al contempo storie di emigranti, dove la chiave di lettura è il parallelo tra l’Italia degli ultimi quarant’anni, meta di immigrazioni e di speranze, e l’Italia di inizio secolo, quando a partire con aspettative di una vita migliore erano proprio gli italiani.
Il balletto è una romantica visione della nostra nazione letta con gli occhi di chi in sé ha due anime solo apparentemente distanti, ma il cui soffio vitale è generato da un unico cuore.  I movimenti, i suoni e gli echi lontani che partono dal mediterraneo ed arrivano fino al Malawi, sono alla  base della struttura coreografica. I linguaggi scelti dall’autore sono la danza, la musica e la parola, tre elementi che da diversi anni rappresentano l’essenza della ricerca di Sungani verso una forma di “spettacolo totale”, che superi le barriere delle singole discipline per sublimarsi nell’unico linguaggio possibile, quello dell’arte. L’essenza dello spettacolo è la contaminazione tra la danza moderna e quella etnica, tra musica “colta” e popolare (italiana e africana), tra i corpi scultorei dei danzatori e le voci evocative dei cantanti: l’obbiettivo è quello  di far suonare i corpi e danzare le voci.?Questa nuova creazione è un racconto fatto di storie e suggestioni visive di tipo cinematografico, in cui il filo conduttore è Elisa, una ragazza italiana di origine africana, interpretata da Emanuela Bianchini, importante stella, dalla tecnica elegante ed intensa, considerata dal pubblico e dalla critica una dei talenti più brillanti della sua generazione (ha danzato con grandi etoiles in importantissimi teatri nazionali, internazionali ed in Tv).?In questa nuova opera Sungani ha voluto ritmi e sonorità che daranno “voce” ai momenti narrativi, creando così una colonna sonora fatta di grandi melodie d’autore rese omogenee da strumenti etnici. Il tutto naturalmente dal vivo in un amalgama di suoni ancestrali e  futuribili  dove ritmi e percussioni si esaltano attraverso il sapiente contributo dei loops e dell’elettronica. Mvula Sungani è naturalmente regista, coreografo e light designer  di “Italia, la mia Africa”;  i costumi di Giuseppe Tramontano e Nathalie Leclerc, gli allestimenti multimediali di AM Produzioni Associata.

La CRDL COMPAGNIA MVULA SUNGANI  sta attraversando una fase particolarmente intensa e ricca di soddisfazioni: nella stagione 2010-2011 è stata la compagnia più vista tra quelle nazionali ed internazionali dell’ultima stagione teatrale. Effettua tournée in Germania, Francia, Inghilterra, Portogallo e Croazia.  La compagnia fonda le basi della propria attività nella ricerca e nella contaminazione. La Danza Black, stile a cui Sungani ha saputo dare una personalissima impronta,  combina, nel segno della fantasia e di uno spettacolare “osare”, danza classica e contemporanea, Afro e i movimenti estemporanei del Contact Improvisation. Sungani ha incentrato la sua ricerca in ambito etnico per sperimentare nuovi linguaggi visivi e musicali  di grande impatto emotivo. La compagnia ha al suo attivo prestigiose coproduzioni con importanti enti, tra cui il Teatro Comunale di Modena, Taormina Arte e Vignale Danza.  Si è esibita nei maggiori teatri italiani, come il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Petruzzelli di Bari.  Molte le collaborazioni con étoiles internazionali, tra cui Isabelle Ciaravola, Emanuela Bianchini, Giuseppe Picone, Alessio Carbone e  Raffaele Paganini con nomi noti quali Anbeta Toromani e Kledi Kadiu oltre che con attori di immensa statura come Giorgio Albertazzi e Philippe Leroy, e di grande appeal popolare quali Alessandro Preziosi ed Anna Falchi. Inoltre è stata ospite in diversi programmi televisivi: le ultime due edizioni del Capodanno dal Gran teatro alla Fenice di Venezia  trasmesse da Raiuno in mondovisione; le serate  “Tributo a Fabrizio De André” e  “Tributo a Domenico Modugno”; “Domenica In” e le ultime tre edizioni di “Una Notte per Caruso”. Anche quest’anno, dopo il successo delle due precedenti edizioni, le coreografie del Maestro Sungani, create per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano saranno protagoniste del Concerto di Capodanno in onda su Rai Uno da La Fenice di Venezia.

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