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Patto sviluppo: Cgil, Cisl e Uil Abruzzo scrivono a Cna, Confartigianato e Confesercenti

Pescara, 13 gen 2012 – I sindacati scrivono alle associazioni, in merito al Patto per lo sviluppo, esprimendo la «convinzione che sia necessario l’apporto di tutte le organizzazioni rappresentative del lavoro e dell’impresa per dare continuità all’azione comune intrapresa a partire dall’ottobre del 2010 e condividere l’agenda delle priorità da affrontare nel 2012 a livello regionale».

«La volontà unitaria – scrivono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil (Gianni Di Cesare, Maurizio Spina, Roberto Campo) – manifestata in sede di Consulta del Patto per lo Sviluppo di non fare dell’incontro con il Governo del 21 settembre 2011 un episodio deve oggi misurarsi con la novità costituita dal nuovo esecutivo tecnico: dovremo adoperarci per trovare le modalità per rendere possibile un confronto che è di grande interesse per l’Abruzzo, su una pluralità di temi, dal Master Plan alle infrastrutture, dai contratti di sviluppo alle aree di crisi. Tanto più considerando l’ulteriore rallentamento economico in atto e le fondate preoccupazioni per i posti di lavoro a rischio e la tenuta del tessuto produttivo e della coesione sociale. A livello regionale, abbiamo più volte manifestato le nostre valutazioni sulle priorità, insistendo soprattutto sui temi del fisco, del lavoro, della crescita, delle riforme, con particolare riferimento a quella del trasporto pubblico locale».

«Le vostre preoccupazioni sul credito – prosegue la nota congunta – sono da noi condivise, la consapevolezza della scarsità delle risorse disponibili rende ancora più importante la trasparenza delle scelte: auspichiamo si recuperi rapidamente il confronto laddove è mancato, sia sul versante del censimento delle risorse effettivamente disponibili e della loro migliore allocazione, sia su quello del miglioramento della qualità della spesa dei fondi strutturali. Un importante oggetto di confronto è inoltre rappresentato dalla legge in costruzione sulle attività produttive, che a nostro avviso deve guardare in termini unitari all’impresa, al lavoro e al sistema della conoscenza, e va pertanto emendata per farne uno strumento al servizio delle politiche di sviluppo nel senso pieno del termine».

«Per le ragioni sopra sommariamente richiamate, vi chiediamo di portare le vostre istanze dentro gli strumenti che ci siamo dati con il Patto per lo Sviluppo, che non va inteso solo come luogo di condivisione ma anche di confronto, aspro quando necessario, alla ricerca di intese che iscrivano le diverse esigenze dentro una visione dell’interesse generale. Al Presidente della Giunta Regionale diciamo che l’interruzione del confronto in sede di Consulta determinatasi anche a seguito degli eventi nazionali degli ultimi mesi va urgentemente superata. Auspichiamo pertanto che la prossima sessione della Consulta del Patto per lo Sviluppo sia dedicata alla definizione dell’agenda delle questioni prioritarie da affrontare, inclusi i temi da voi evidenziati».

LE ASSOCIAZIONI AI SINDACATI: LETTERA INCORAGGIANTE, MA RESTIAMO FERMI SU NOSTRE POSIZIONI«La lettera dei segretari di Cgil, Cisl e Uil è incoraggiante, perché vuol dire che i sindacati dei lavoratori dipendenti di questa regione hanno colto il senso della nostra azione di protesta. Allo stato tuttavia non ci sono le condizioni per rientrare nel Patto». Lo affermano Cna, Confartigianato e Confesercenti in risposta alla lettera scritta dai segretari dei sindacati in riferimento all’autospensione dal Patto per lo Sviluppo. «Abbiamo il dovere di rispondere ai nostri associati» sottolineano le tre confederazioni «che attendono ora uno scatto di reni da parte della Regione: i mesi che le nostre imprese hanno di fronte sono probabilmente anche più duri di quelli passati, e gli imprenditori non hanno più tempo da perdere. Per queste regioni confermiamo l’autosospensione dal Patto per lo Sviluppo, pur apprezzando sinceramente lo sforzo di comprensione che, a differenza di alcuni rappresentanti istituzionali, i sindacati abruzzesi hanno fatto. Restiamo in attesa di un fatto concreto, di una svolta visibile, di un’agenda concreta e dai tempi rapidi perché questo dobbiamo alle nostre imprese e anche ai nostri dipendenti».

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