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Grandi rischi: sfilano i tecnici. Bertolaso convocato per l’8 febbraio

L’Aquila, 13 gen 2012 – La seconda giornata dedicata al processo che vede imputati i 7 componenti della commissione Grandi rischi per omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo vede sfilare i tecnici: da Carlo Meletti, a Antonello Salvatori, per concludere con Massimo Guarascio.

Intanto la calendarizzazione del procedimento nelle mani di Marco Billi, ha fissato per l’8 febbraio prossimo la testimonianza di Guido Bertolaso, prevista in un primo momento per ieri ma impossibile dato che l’ex capo del dipartimento di Protezione civile sarà all’estero almeno fino alla metà di gennaio.

Meletti, primo tecnologo dell’Ingv dal 2003 e autore, con altri studiosi, della mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale, che rappresenta qual è la probabilità che in un determinato punto del nostro Paese si verifichi un terremoto di una determinata entità, ha parlato della storia sismica aquilana anche secondo la pubblicazione dell’articolo Azione sismica ed effetti di sito pubblicato su Progettazione sismica. «I terremoti nell’area dell’aquila avevano prodotto danneggiamento uguale o superiore a quello del 2009, in particolare quelli del 1349, del 1461, e 1703. Il terremoto del 6 aprile rientra perfettamente nel quadro dell’attività di questa zona e non si tratta di un fatto eccezionale: rientra

nelle caratteristiche sismogenetiche definite dalla carta utilizzata per la classificazione delle aree». Lo studioso ha spiegato che si può parlare di eccezionalità dell’evento se la magnitudo è superiore alla storicità.

Il 16 aprile 2009 Meletti, insieme ad altri studiosi, ha pubblicato un lavoro sulla pericolosità sismica dell’aquilano deve affermava che carte sismiche «rappresentano le zone dove si possono verificare scuotimenti forti anche nell’immediato».

Sottile la deposizione di Salvatori, consulente del Pm nelle perizie sui 200 edifici crollati la notte del 6 aprile, redatte in seguito a centinaia di sopralluoghi, sentito in merito ai procedimenti che sono inseriti nel processo Grandi rischi: via Cola dell’Amatrice 17, l’edifico della Casa dello studente, via XX settembre 123, via Francesco Rossi, via Campo di Fossa, i due edifici collassati di via Luigi Sturzo, via Fortebraccio 7, e i 3 edifici di Onna. «La localizzazione dei crolli non è stata concentrata ma piuttosto a macchia di leopardo, sparsa. In queste zone abbiamo fatto delle verifiche con edifici vicini, per capire se ci fosse una linea preferenziale danno. Abbiamo valutato il tipo di edificio, il progettista, il progetto. Per esempio, la Casa studente ha al fianco, 10 metri circa, un edificio dello stesso costruttore e della stessa epoca, lo stesso progettista, la stessa conformazione ad ali con nucleo centrale, un numero di elevazioni simili. Questo edificio “gemello”, ha danni strutturali quasi nulli e crolli parziali dei tamponamenti. È risultato che la Casa dello studente non è sismoresistente in tutto le direzioni: i telai portanti, nel 1962 sono stati progettati solo in direzione nord – sud e non ovest – est. L’edificio a fianco ha invece, secondo la normativa del tempo, i calcoli nelle 2 direzioni che assicurava l’incolumità delle persone».

Il consulente ha fatto notare come in via Sturzo, la strada a ridosso delle mura cittadine lunga appena 400 metri, vi siano 14 edifici: «6 sono stati realizzati con la stessa tipologia costruttiva, in cemento armato, e di questi ne sono caduti 2». In seguito al terremoto, «meno dell’1% degli edifici realizzati in cemento armato sono crollati». Nell’elenco delle concause dei crolli, Salvatori ha affermato per tutti che il Sisma è uno di queste. La tipicità del suolo «omogeneo in centro storico, classificato B, fatta eccezione per l’area in cui sorgeva il palazzo di via XX settembre 123 che presenta sedimenti limo argillosi per circa 30 metri e dunque è i tipo C, non può costituire l’unica causa del crollo». Per quello di Onna, invece, costituito di depositi limo argillosi e quindi soggetto a una amplificazione elevata.

Billi ha disposto l’acquisizione di tutte le relazioni a firma Salvatori e dei suoi collaboratori, dell’ingegnere Quaresima per la valutazione dei Materiali e del geologo Lorè per gli studi sul suolo. Acquisite anche le perizie della Mulas, di Morassi e di Paolucci che, dunque, non verranno sentiti.

Le prossime udienze, cadenzate ogni mercoledì a partire dal prossimo 25 gennaio, vedranno avvicendarsi gli ultimi testi del Pm, tra i quali 3 individuati con una attività investigativa integrata secondo l’articolo 507 del codice di procedura penale, e le 6 parti civili rappresentate dall’avvocato Alessandroni. Il primo febbraio verranno sentite le parti civili difese dall’avvocatessa Wania Della Vigna mentre, come già detto, l’8 febbraio sarà la volta dell’ex capo del dipartimento di Protezione civile, Guido bertolaso, dell’architetto Luis Domingo Decanini e Lalliana Mualchin, sismologo capo del dipartimento dei trasporti nello Stato della California con la responsabilità di fornire stime di pericolosità sismica, per la progettazione e la costruzione di tutti i suoi ponti, oltre 24 mila, di sviluppare metodi avanzati per la mappatura del pericolo sismico, consigliare la gestione del rischio. La testimonianza dell’altro consulente straniero citato dall’avvocatessa del foro di Teramo, Vladimir Kossobokov, è prevista per il 15 febbraio.

https://www.ilcapoluogo.it/News/Cronaca/Inchiesta-Grandi-rischi-altri-esperti-in-arrivo-65612

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