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Centro Studi Italiani nel mondo, riprendono le attività

L’Aquila, 13 gen 2012 – Nella nuova sede di via dei Giardini numero 16  riprende, lunedì 16 gennaio alle ore 16, l’attività il “Centro Studi Italiani nel mondo” che,  in occasione di un prossimo evento in corso di avanzata organizzazione, sarà intitolato a Lorenzo Natali, per rendere omaggio allo statista artefice della riuscita programmata dell’Abruzzo, un vero politico italiano formatosi a L’Aquila, più volte sottosegretario e poi ministro in diversi Governi italiani quindi, per 11 anni, apprezzato e compianto vice presidente della Commissione CEE a Bruxelles.

L’agenda dell’incontro per la presentazione della nuova sede  del Centro Studi prevede, dopo il saluto del presidente onorario onorevole Romeo Ricciuti, una conferenza di attualità, l’inaugurazione e la benedizione dei locali, la partecipazione di tanti amici e sostenitori di L’Aquila, Avezzano, Sulmona e di altre città e località dell’Abruzzo. L’invito a partecipare è stato rivolto a tutti.

«Il Centro Studi – si legge in una nota – intende riproporre al mondo della cultura, della ricerca e di quanti si interessano alla direzione politica e sociale della vita del nostro tempo, il pensiero costruttivo e l’insegnamento morale di Lorenzo Natali. Un pensiero e un insegnamento quanto mai attuali nel complesso e delicato contesto in cui si vive oggi a L’Aquila, nella Provincia e nella Regione.

Il Centro vuole quindi promuovere iniziative culturali, di ricerca, di sviluppo e di progettazione in grado di stimolare dibattiti, incontri, confronti e discussioni per avvicinare soprattutto i giovani alle iniziative per la nuova rinascita dell’Abruzzo, del Capoluogo di regione e del suo territorio. Il Centro studi Vuole essere, in definitiva, un luogo di riflessione multidisciplinare sulle questioni più urgenti ed importanti attinenti la realtà storica e contemporanea degli abruzzesi e degli aquilani in considerazione delle particolari difficoltà che, questi ultimi, dal 6 aprile 2009  stanno soffrendo a causa di un terremoto che ha praticamente distrutto la loro città e il relativo tessuto economico-sociale.

Per poter svolgere al meglio il ruolo prefissato, il Centro  Studi, che è aperto a tutte le persone che amano, a prescindere dal credo e dalla militanza politica,  la loro terra martoriata, deve poter contare sulle risorse intellettuali e morali e sulla volontà costruttiva di quanti intendono contribuire, con idee-progetto, e coi fatti, alla rinascita della Città, che deve riprendere la vita per il futuro dei nostri figli».

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