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Abruzzo, agricoltura: Ara, Pd contro assessore regionale

L’Aquila, 13 gen 2012 – I dipendenti dell’Ara lasciati soli e abbandonati dall’Assessore regionale all’agricoltura Mauro Febbo, che invece di occuparsi della loro situazione preferisce scaricarli ed accusarli di essere uno stipendificio. Questa la sostanza delle dichiarazioni dei consiglieri regionali Pd, Giovanni Di Pangrazio e Claudio Ruffini. «La notizia della cassa integrazione per 37 dipendenti ci ha sorpreso», dicono i consiglieri Di Pangrazio e Ruffini, «ma quello che davvero ci è sembrato fuori luogo è l’atteggiamento di Febbo, che difronte all’ipotesi di mandare a casa 37 lavoratori preferisce accusarli di essere la causa del loro stesso male invece di trovare una soluzione».

Per i due consiglieri del Pd membri della III Commissione agricoltura sono gravi le accuse che Febbo muove all’Ara e che invece lo investono direttamente.  «Se Febbo dice che per anni sono stati buttati svariati milioni di euro dove è stato lui in questi ultimi tre anni visto che è proprio da tre anni l’assessore regionale all’agricoltura?» chiedono Ruffini e Di Pangrazio. «Febbo se ne è accorto solo ora? E se non è così, perché in questi tre anni non ha evitato lo sperpero di denaro pubblico che oggi denuncia pubblicamente? incalzano gli esponenti del Pd. La verità  è che mentre si vuole far passare per inutile il prezioso lavoro di onesti lavoratori, la Regione Abruzzo mantiene in carica i due direttori generale dell’Ara. Perché? Abbiamo la sensazione che il settore zootecnico sia fuori controllo e che l’assessore Febbo non abbia un’idea di come vada gestito e semmai rilanciato” dicono Di Pangrazio e Ruffini “vogliamo sapere se c’è un piano industriale e con chi è stato concordato e Febbo deve spiegare se la Regione intende ancora occuparsi della zootecnia o se invece preferisce commissariarla». 

«Dalla riorganizzazione dell’Arssa a quello che sta accadendo all’Ara – proseguono – c’è un solo filo conduttore: Febbo prima combina pasticci poi se ne lava le mani.  Su questa vicenda vogliamo chiarezza” concludono Ruffini e Di Pangrazio “per tali ragioni abbiamo scritto al Presidente Antonio Prospero per chiedere una convocazione urgente della Commissione Agricoltura alla presenza di Febbo al quale chiederemo di spiegarci che cosa sta accadendo all’Ara».

LA REPLICA DI FEBBO – «Come loro consuetudine anche questa volta Di Pangrazio e Ruffini intervengono su certe problematiche, nello specifico quella che riguarda l’Ara, solo per farsi qualche spot mediatico. Non c’è bisogno di scomodare il Presidente della Commissione agricoltura Prospero, perché il sottoscritto è sempre pronto al confronto come ha dimostrato in questi anni». Così l’assessore Febbo replica alle dichiarazioni del Consiglieri regionali del PD che sono intervenuti sulla situazione che riguarda i lavoratori dell’Associazione regionale allevatori.

«I due rappresentanti dell’opposizione  – prosegue Febbo – parlano senza sapere e ignorano completamente la problematica. Dopo 3 anni di insistenti richieste sono riuscito ad ottenere un Piano industriale serio e in questo periodo, tra mille sacrifici e difficoltà, ho lavorato per tenere in piedi il settore della zootecnia abruzzese che era stato lasciato completamente all’abbandono dalla passata amministrazione e che non sembrava avere più nessuna prospettiva. Quelle dell’Ara sono problematiche che vengono da lontano con le quali mi confronto quotidianamente a differenza di qualcuno che se ne ricorda solo per ritagliarsi un po’ di visibilità sui media regionali. Il lavoro svolto dalla Direzione Politiche agricole è indirizzato a recuperare e rafforzare la credibilità e la posizione dell’Associazione agli occhi degli allevatori abruzzesi e anche dei contribuenti visto come era stato gestito prima del nostro insediamento. Questo per rendere l’Ara un utile strumento a supporto del settore e questo rappresenta il reale intento della nostra azione». 

«Consapevoli delle problematiche che lo riguardano, il settore zootecnico è sempre sotto la nostra attenzione – conclude l’assessore regionale alle Politiche agricole – e anzi vorrei ricordare a Ruffini e Di Pangrazio, che non lo sanno, come queste criticità esistano a livello nazionale in riferimento al taglio, anzi all’azzeramento, dei trasferimenti. Il problema non è solo dell’Ara (Associazione regionale allevatori) ma riguarda l’AIA (Associazione Italiana allevatori) e quindi ha una ricaduta su scala nazionale: se non sono a conoscenza di questi aspetti possono provare a chiedere notizie ai rappresentanti delle regioni italiane governate dalla loro stessa coalizione (come ad esempio l’Emilia Romagna, Umbria e Marche) o nel caso alle organizzazioni professionali riconducibili al loro orientamento politico. Quindi invito i due Consiglieri del PD a stare tranquilli perché sono perfettamente a conoscenza della situazione e ho le idee chiare su come affrontarla e soprattutto risolverla anziché fare interventi con facile ed infantile qualunquismo. Piuttosto riflettessero sull’emendamento “scandalo” che hanno presentato in sede di approvazione della Finanziaria 2010».

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