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TSA, debutta ad Ascoli “Cyrano de Bergerac”

L’Aquila, 12 gen 2012 – Debutta  ad Ascoli nel prestigioso Teatro Ventidio Basso il 14 gennaio alle ore 20.30 “Cyrano de Bergerac” la nuova imponente produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo che vede il neo direttore  Alessandro Preziosi, nella nuova duplice veste di interprete e regista. Seguirà una lunga tournée con più di 80 repliche in oltre 20 città italiane tra cui Milano, Firenze, Napoli, Verona, Salerno, Mestre dove lo spettacolo testimonierà  la migliore produzione culturale abruzzese.

Lo spettacolo, coprodotto con Khora Teatro, è interpretato anche da Valentina Cenni, Massimo Zordan, Emiliano Masala, Marco Canuto e Benjamin Stender,  e vede inoltre la partecipazione, dietro le quinte, di personalità importanti come Andrea Taddei per le scene, Alessandro Lai per i costumi,  Andrea Farri per le musiche, Valerio Tiberi per le luci e Nicolaj Karpov per i movimenti scenici.

«"Non si combatte solo per vincere. No… è più bello battersi quando la vittoria è incerta!…" è attraverso queste battute – ci spiega Alessandro Preziosi – che Rostand suggella la forza eroica e l’affascinante dignità di un personaggio che affronta la morte a testa alta, da guascone, sollevato nello spirito dall’aver finalmente trovato il coraggio di dichiarare il suo amore alla donna amata continua – Da questo connubio di dignità e incapacità di amare ho cercato di prendere le mosse credendo sin dal principio che il Cyrano de Bergerac sia una commedia sulla "inadeguatezza" e sulla epicità sentimentale delle grandi personalità rispetto al comune sentire dell’amore, dell’amicizia e in genere rispetto alla coerenza con la quale compiere, in un labirinto di scelte, la più giusta per sé e per i propri valori. Finalmente un personaggio che può agire liberamente per perseguire il suo sogno di essere amato attraverso qualunque mezzo, qualunque sotterfugio: ora facendo perno sulla candida bellezza di Cristiano suggerendo le parole da soffiare al cuore della raffinata Rossana, ora rafforzando il suo amore proprio sulla certezza di non essere contraccambiato, sulla paura di essere respinto come amante, come amico innamorato – sottolinea – In questo solo apparente gioco d’amore, ho fornito a Cyrano una messa in scena che permettesse di muovere come un burattinaio i personaggi e le loro dinamiche fino a darci l’illusione di una storia scritta all’impronta solo per noi pubblico; così nell’adattamento del testo e nella rispettiva traduzione, ho cercato di far coesistere la prosa e la poesia relegando i versi alessandrini ad un gioco lezioso e risolutivo di certe questioni e cercando invece di dare respiro alla travolgente dimensione poetica del testo – conclude – che va dritta allo spirito e all’anima di una donna per il cui amore si è disposti anche a morire».

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