IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Terremoto: “come sono spese risorse ricostruzione?”

L’Aquila, 12 gen 2012 – «Il Governo Monti ha prorogato con un decreto dello scorso mese lo stato di emergenza per L’Aquila e gli altri comuni terremotati sino al 31 dicembre 2012 e con esso la fase commissariale, questo, però, non può significare che debba continuare lo stato confusionale che sta immobilizzando la vera ricostruzione e la mancanza di trasparenza nella gestione delle strutture commissariali dell’emergenza , che hanno un costo elevato per la comunità e quindi hanno il dovere di garantire un servizio efficiente e trasparente per tutti i cittadini aquilani. Per questo abbiamo chiesto al Governo Monti di venire urgentemente a riferire in Parlamento sullo stato di avanzamento del processo di ricostruzione, anche con un riferimento dettagliato alle modalità di utilizzo delle risorse stanziate per questo scopo». E’ quanto ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Idv Abruzzo, che questa mattina ha depositato in Senato una interrogazione parlamentare in cui si chiede al Governo Monti una informativa dettagliata sulle modalità con cui vengono utilizzate le risorse per la ricostruzione, in rispetto a quanto prescrive una legge dello Stato.

«E’ un obbligo, quello dell’informativa annuale al Parlamento, previsto dalla legge 77/2009 all’art. 2bis,  – ha spiegato Mascitelli – e nei confronti del quale un governo che si definisce tecnico, e quindi per sua definizione terzo e imparziale, non può assolutamente sottrarsi. Dopo l’ultima informativa, data al Parlamento dall’allora sottosegretario Bertolaso nell’ottobre 2010, sono successe molte cose e al tempo stesso nulla è cambiato. Riprendere e aggiornare una discussione seria sulla situazione dell’Aquila ci aiuterà a riportare, a livello del Parlamento Nazionale, L’Aquila al centro dell’attenzione, ci aiuterà a riproporre il problema della ricostruzione come questione nazionale e a superare definitivamente quei rapporti amicali che, in passato, hanno legato il commissario Chiodi al precedente Governo Berlusconi e che non hanno prodotto nulla di più o di meglio di quanto ottenuto dalle altre regioni in analoghe situazioni. Perché è chiaro, al di là degli ingenui auspici di esponenti di altri partiti, che Chiodi non si dimetterà mai da Commissario per la ricostruzione. Non perché non sia tentato dal farlo, vista la situazione in cui si è impantanato, ma perché non glielo consentiranno di farlo gli stessi uomini del suo partito, che intorno alla ricostruzione hanno costruito un centro di potere clientelare, a cui non vorranno rinunciare. L’alternativa, in attesa che la legge di iniziativa popolare, per il passaggio alla gestione ordinaria, possa arrivare all’approvazione delle Camere e i tempi non saranno così rapidi come si vuol far credere, l’alternativa, ripeto, potrà essere la nomina di un nuovo commissario, capace di essere garante e non di parte, in seguito alla presa di coscienza da parte del nuovo Governo di quanto sta veramente accadendo all’Aquila. Se deve continuare lo stato di emergenza per un altro anno, come dice il Decreto, occorre una nuova figura istituzionale che aiuti veramente ad uscire dalla situazione di stallo, dalla palese incomunicabilità delle istituzioni locali e regionali, dalla paralisi confusionale per le quali gli aquilani stanno ancora aspettando e pagando».

X