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Di Pangrazio e Ruffini: allevatori abbandonati da Febbo

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L’Aquila, 12 gen 2012 – «I dipendenti dell’Ara lasciati soli e abbandonati dall’assessore regionale all’agricoltura Mauro Febbo, che invece di occuparsi della loro situazione preferisce scaricarli ed accusarli di essere uno stipendificio». A sottolinearlo sono i consiglieri regionali Claudio Ruffini e Giuseppe Di Pangrazio, che spiegano: «la notizia della cassa integrazione per 37 dipendenti ci ha sorpreso ma quello che davvero ci è sembrato fuori luogo è l’atteggiamento di Febbo, che difronte all’ipotesi di mandare a casa 37 lavoratori preferisce accusarli di essere la causa del loro stesso male invece di trovare una soluzione». Per i due consiglieri del Pd membri della III Commissione agricoltura «sono gravi le accuse che Febbo muove all’Ara e che invece lo investono direttamente».

«Se Febbo dice che per anni sono stati buttati svariati milioni di euro dove è stato lui in questi ultimi tre anni visto che è proprio da tre anni  l’assessore regionale all’agricoltura?» chiedono Ruffini e Di Pangrazio. «Febbo se ne è accorto solo ora? – aggiungono – E se non è così, perché in questi tre anni non ha evitato lo sperpero di denaro pubblico che oggi denuncia pubblicamente?  La verità è che mentre si vuole far passare per inutile il prezioso lavoro di onesti lavoratori, la Regione Abruzzo mantiene in carica i due direttori generale dell’Ara. Perché?»

«Abbiamo la sensazione che il settore zootecnico sia fuori controllo e che l’assessore Febbo non abbia un’idea di come vada gestito e semmai rilanciato – dicono Di Pangrazio e Ruffini – vogliamo sapere se c’è un piano industriale e con chi è stato concordato e Febbo deve spiegare se la Regione intende ancora occuparsi della zootecnia o se invece preferisce commissariarla. Dalla riorganizzazione dell’Arssa a quello che sta accadendo all’Ara c’è un solo filo conduttore: Febbo prima combina pasticci poi se ne lava le mani!»

«Su questa vicenda vogliamo chiarezza – concludono Ruffini e Di Pangrazio – per tali ragioni abbiamo scritto al Presidente Antonio Prospero per chiedere una convocazione urgente della Commissione Agricoltura alla presenza di Febbo al quale chiederemo di spiegarci che cosa sta accadendo all’Ara»

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