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Caso Rea: per Parolisi richiesta giudizio immediato

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Teramo, 12 gen 2012 – L’indagine sull’omicidio di Melania Rea e’ stata chiusa e oggi, intorno alle 11, la procura della Repubblica di Teramo ha firmato la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Salvatore Parolisi, l’unico indagato per il delitto della moglie avvenuto il 18 aprile scorso a Ripe di Civitella (Teramo). Le accuse nei confronti del caporalmaggiore sono di omicidio pluriaggravato e vilipendio di cadavere con le aggravanti della crudelta’, del rapporto di parentela e della minorata difesa. Ora il gip, Giovanni de Rensis, decidera’ se accogliere la richiesta del procuratore capo di Teramo Gabriele Ferretti e dei sostituti Davide Rosati e Greta Aloisi che hanno condotto l’inchiesta.

‘PROVA EVIDENTE’ PER GIUDIZIO IMMEDIATO – Il giudizio immediato richiesto dalla Procura di Terano nei confronti di Salvatore Parolisi per l’omicidio della moglie Melania Rea consiste in un procedimento speciale, previsto dall’articolo 453 del codice di procedura penale, che si fonda sull’ "evidenza della prova". Rispetto a tale evidenza di colpevolezza la legge ritiene ragionevole saltare l’udienza preliminare.

PROVA EVIDENTE NON SOLO PER PM, ANCHE PER GIP – Non basta, tuttavia, che la prova appaia evidente al pubblico ministero perché si possa passare direttamente dall’indagine preliminare al giudizio. La prova deve apparire tale anche al giudice, al quale il pubblico ministero deve rivolgersi per ottenere la citazione a giudizio immediato.

LE CONDIZIONI NECESSARIE – La soppressione dell’udienza preliminare priva, di fatto, la difesa di un’occasione per contrastare il cammino dell’accusa verso il dibattimento. Ecco perché il giudizio immediato non può essere disposto se non dopo che la persona sottoposta alle indagini sia stata interrogata o abbia ricevuto l’invito a comparire con l’indicazione dei reati e dei fatti dai quali emerge l’evidenza della prova. La legge, inoltre, condiziona l’ammissibilità della richiesta del pubblico ministero all’osservanza di un limite temporale, 90 giorni, dalla registrazione delle notizia di reato.

FASCICOLO DAL PM AL GIP – Svolte le indagini, il pubblico ministero formula l’imputazione e invia la richiesta di giudizio immediato al gip. La richiesta del pm fa scattare l’obbligo del giudice di pronunciarsi sull’ammissibilità del rito speciale: questione che va risolta entro il termine (non perentorio, ma indicativo) di cinque giorni da quella richiesta.

LA DECISIONE DEL GIP, SEMPRE NON MOTIVATA – Se la prova non appare evidente o se manca una delle altre condizioni previste dalla legge (interrogatorio della persona indagata, salvo assenza o rinuncia; contestazione del fatto nell’invito a comparire; osservanza del termine di 90 giorni dall’iscrizione nel registro degli indagati), il giudice rigetta la richiesta "con decreto non motivato". In tal caso, gli atti ritornano al pubblico ministero, il quale eserciterà l’azione penale secondo il percorso ordinario. Se, invece, il gip accoglie la richiesta di giudizio immediato, il decreto sarà ugualmente privo di motivazione, per non influenzare in alcun modo il giudice del dibattimento. L’assenza di motivazione rende insindacabili i provvedimenti del gip.

SE IL GIP DICE SI’ – Il decreto che accoglie la richiesta del pubblico ministero introduce al giudizio immediato: l’imputato, a quel punto, può chiedere, entro 15 giorni dalla notifica del decreto, il giudizio abbreviato o il patteggiamento. In assenza di queste richieste e formato il fascicolo del dibattimento, la procedura riprende il percorso ordinario.

FAMIGLIA REA, ADESSO NON PIU’ SOLTANTO IPOTESI  – «Sul piano tecnico significa che la procura non ha più bisogno di altro tempo per le indagini, per noi equivale a una richiesta di rinvio a giudizio. Per l’avvocato Mauro Gionni che rappresenta i famigliari di Melania Rea, «l’indagine di Teramo ci dice che ci sono ancora più elementi, e non solo ipotesi accusatorie, nei confronti di Parolisi». La decisione della procura teramana di chiedere il giudizio abbreviato nei confronti dell’ex caporalmaggiore dell’Esercito accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea, «é un segnale positivo sulla strada della definizione della vicenda e nei confronti dell’indagato che vede accolta una sua richiesta di essere processato in tempi brevi». L’avvocato – che anticipa la costituzione di parte civile nell’eventuale dibattimento, dei genitori e del fratello di Melania Rea (quella della piccola figlia della coppia spetta al giudice tutelare) – sottolinea che «con il processo finalmente anche noi diventeremo attori della vicenda, parte integrante dello sviluppo del dibattimento». Sul piano strettamente tecnico-procedurale, il dibattimento potrebbe svolgersi anche entro un mese dalla decisione del gip sulla richiesta avanzata oggi dalla procura e in assenza di richiesta, da parte della difesa di Parolisi, di usufruire di riti alternativi quale ad esempio il giudizio abbreviato. Tale istanza va presentata entro 15 giorni dalla notifica della decisione di accoglimento del giudizio immediato da parte del gip.

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