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Crolli Pettino: perizia psichiatrica su un indagato

L’Aquila, 10 gen 2012 – L’udienza preliminare riguardante il crollo di due edifici del quartiere di Pettino, ai numeri civici 13 e 31, nei quali, fortunatamente, non ci sono state vittime, è stata rinviata al 17 gennaio. Il reato ipotizzato dall’accusa è di disastro colposo. Nell’udienza di questa mattina, l’avvocato Angelo Colagrande ha chiesto ed ottenuto dal giudice per l’udienza preliminare, che si esegua una perizia psichiatrica per il proprio assistito, Umberto Masucci di 73 anni dell’Aquila. La richiesta è stata avanzata dal legale in quanto l’anziano secondo non sarebbe in grado di affrontare il processo. Il magistrato Giuseppe Romano Garganella ha stabilito che nel corso del 17 gennaio verrà nominato il consulente medico.

Masucci, in qualità di geometra progettista e direttore dei lavori negli anni 1976-1981, avrebbe svolto abusivamente l’incarico di direttore dei lavori di realizzazione dell’edificio, e avrebbe così consentito la realizzazione dei pilastri e dei nodi trave-pilastro, con una quantità di staffe inferiore alle prescrizioni di Legge. Avrebbe anche consentito la realizzazione delle strutture portanti in assenza delle prescritte prove sui materiali (calcestruzzo), avrebbe fornito errate indicazioni in merito ai materiali impiegati, e infine avrebbe consentito la realizzazione di opere difformi dal progetto autorizzato dal Genio Civile.

Gli altri indagati sono Bruno Zilli, 80 anni di Campotosto, e Nazareno Drago, 83 anni di Pizzoli, tutti i tre coinvolti in entrambi i crolli. Ci sono poi Berardino Drago, 78 anni di Pizzoli, che compare per il crollo del civico 31 e Angelo Sabatini, di 82 anni di Roma, coinvolto nel civico 13.

Zilli, in qualità di collaudatore statico delle opere in cemento armato nel 1981, non avrebbe rilevato l’incompetenza professionale di Masucci, non avrebbe rilevato la realizzazione delle opere difformi dalle autorizzazioni, non avrebbe verificato e rilevato il reale quantitativo delle armature e l’errata collocazione delle armature trasversali sia nei pilastri che nei nodi trave pilastro; e, infine, avrebbe rilasciato il certificato di collaudo statico in assenza di prove sui materiali. A Drago, in qualità di titolare dell’impresa esecutrice delle opere, sono contestati una serie di reati legati alla quantità di staffe presenti nei pilastri, alla realizzazione di un piano seminterrato senza autorizzazione e alla realizzazione di strutture portanti in assenza delle prove sui materiali. Drago e Sabatini, sono accusati di aver autorizzato la realizzazione di opere difformi dalle autorizzazioni e l’aver commissionato a Masucci la direzione dei lavori non potendolo fare.

Nel corso dell’odierna udienza, sono stati accorpati i due fascicoli e il Comune dell’Aquila, si è costituito parte civile, presentando la richiesta per un risarcimento di 1 milione di euro.

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