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Cialente: «Se Chiodi non firma, ci penso io»

L’Aquila, 10 gen 2012 – Via il commissario, via la Sge, il sindaco Massimo Cialente non ha perso l’occasione per ribadire il suo “refrain” replicando al commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi che solo un giorno prima aveva detto di non essere più disposto a firmare mandati di pagamento senza una struttura eccellente, robusta e qualificata. Come dire: l’Sge non si tocca. «Chiodi ha detto di non essere più disposto a prendersi la responsabilità di firmare i mandati? Bene, io sono pronto a firmare 5 miliardi di euro di mandati, perché io mi fido dei miei dirigenti e collaboratori», ha tuonato Cialente. «Tra l’altro – ha spiegato il primo cittadino – tutti i mandati che ha firmato erano stati prima siglati dai sindaci».

Sui tagli relativi alla gestione dell’emergenza, richiesti dal governo, Cialente ha detto: «C’è solo un modo per risparmiare: far tornare la gente a casa propria e non lasciarla in hotel, nel progetto C.a.s.e. o Map. Siamo con le truppe di occupazione, come a Kabul – ha concluso -, a questo punto il commissariamento non serve più. Sono i Comuni che fanno la ricostruzione, perché quello che facciamo deve andare alla firma di Chiodi?». Il sindaco ha colto anche l’occasione per commentare l’assenza per la quinta volta al tavolo degli enti dell’architetto Gaetano Fontana, coordinatore della Stm. «Fontana ha sbagliato. Le linee guida per la riparazione delle case con inagibilità ‘E’ fuori dai centri storici le ha tirate fuori dopo 15 mesi!.A questo punto è chiaro che il commissariamento non è lo strumento giusto della ricostruzione».

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