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Case E, Conti: «La disposizione sulla verifica dei progetti arriva tardi»

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L’Aquila, 10 gen 2012 – «Ho preso atto, con notevole sospresa, della nota divulgata il 4 gennaio 2012 dal dirigente alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Vittorio Fabrizi relativa alla definizione del contibuto ammesso per miglioramento e livello di sicurezza degli edifici classificati E».

Queste le parole del presidente dell’Ordine degli architetti Gianlorenzo Conti che, in una lettera indirizzata a all’ingegner Vittorio Fabrizi, al sindaco Massimo Cialente, all’assessore alla Ricostruzione Piero Di Stefano, al Vice Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi e all’Ordine degli ingegneri parla di contenuti

«in parte condivisibili»perchè nella sostanza verrebbe sancito quanto gli ordini professionali «stanno evidenziando da oltre due anni»,  «ossia che i limiti economici imposti dalle ordinanze, sovente non consentono il raggiungimento di un accettabile livello di sicurezza degli edifici. Quello che sorprende, però, è che tale disposizione arrivi quando ormai i buoi sono fuggiti dalla stalla. A fronte di oltre settemila progetti bloccati viene emesso un provvediemento che sana una decina di progetti ossia quelli per i quali i 600 euro lordi a metro quadrato non consentono non consentono il raggiungimento del 60 % del livello di sicurezza».

«In questi casi – spiega Conti – con la semplice dichiarazione del progettista (sulla base delle indicazioni della committenza?) si va alla sostituzione edilizia senza istruttoria Reluis. Tutto ciò costituisce una "disparità di trattamento" a favore di alcuni progettisti e committenti, a discapito di tutti gli altri che, ligi alle ordinanze e alle precedenti disposizioni vengono giornalmente "vivisezionati" dalla filiera».

«La sospresa infine – conclude il presidente dell’ordine degli architetti – è quella di aver scoperto che una semplice disposizione dirigenziale possa modificare e interpretare delle ordinanze. Se è così (ma non cred) perchè non è mai stato fatto in precedenza ben conoscendo le numerose criticità segnalate dagli Ordini e che bloccano la ricostruzione pesante? Se è così e ripeto, non credo, abbiamo pronte una ventina di disposizioni da far firmare all’ingegner Fabrizi».

DI STEFANO: CIRCOLARE DEL COMUNE COLMA UN VUOTO –  L’assessore comunale alla ricostruzione,  Pietro Di Stefano, replica a Conti «in merito alle disposizioni rese note dal dirigente della ricostruzione del capoluogo abruzzese a proposito del contributo emesso per l’innalzamento del livello di sicurezza degli edifici classificati E. La mia risposta – dichiara Di Stefano – è d’obbligo, non tanto per Conti, che da persona avveduta conosce benissimo l’intera vicenda, ma per chiarezza ai cittadini che potrebbero essere fuorviati dalle sue affermazioni. Come ho avuto modo già di dire, la circolare del Comune, va a colmare un vuoto e chiarisce un fatto ovvio, già previsto dalle Opcm vigenti che noi tuttavia riteniamo insufficienti. Se non si raggiunge il 60 percento del livello di sicurezza, anche fruendo dei 600 euro a metro quadrato, il richiedente che non intenda accollarsi la differenza, può procedere alla sostituzione edilizia. Tale fattispecie è sempre stata contenuta all’interno delle disposizioni in vigore per la sostituzione edilizia volontaria. Il vantaggio della circolare consiste nel fatto che in tal caso si salta l’esame di Reluis e si abbreviano i tempi».

«La sostanza invece è altra – prosegue l’assessore – e per questo il mio chiarimento a Conti e all’opinione pubblica. Come sosteniamo da tempo deve essere data la possibilità del raggiungimento del livello massimo di sicurezza restando entro il limite di spesa individuato quale soglia di convenienza economica (euro 1.270,00 al metro quadro) lasciando al tecnico redattore del progetto tale scelta. Per tali ragioni vanno cambiate le ordinanze, come sempre chiesto, sia dal Comune che dagli ordini professionali. Quindi nessuna disparità tra ieri ed oggi. Vorrei anche dire però che non è corretto che ad ogni atto del Comune, anche buono e positivo, si trovino spunti di polemica asfittica e senza senso». 
 

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