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Processo Grandi rischi: si riparte il 12, atteso anche Bertolaso

L’Aquila, 9 gen 2012 – Si avvicina il ritorno in aula per i 7 componenti della commissione Grandi rischi che il 31 marzo 2009, solo 5 giorni prima il disastroso terremoto che ha martoriato L’Aquila e numerosi borghi della sua provincia ma non solo, si riunì nel capoluogo abruzzese facendo, secondo l’accusa, «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico».

Il 12 e il 13 gennaio si profilano, così, due giorni di full immersion con nomi altisonanti nell’elenco provvisorio dei testimoni: in primisGuido Bertolaso, l’allora Capo Dipartimento della Protezione civile, che voci di corridoio danno, comunque, per assente, passando per Altero Leone, dirigente regionale della Protezione civile abruzzese che, secondo la testimonianza dell’ex assessore alla Pc Daniela Stati consigliò la convocazione dell’organo consultivo e propositivo del Servizio nazionale, procedendo per il sismologo Pasquale De Santis e il rettore dell’università de L’Aquila Ferdinando di Orio. Non solo, nella lista lunga lista che vede appuntati 23 nominativi, compaiono i nomi dei consulenti del Pubblico ministero e quelli dei vari periti, geologi, sismologi, ingegneri, chiamati dai giudici a prendere parte ai procedimenti incentrati

sui crolli che hanno visto la costituzione di parti civili.

Uno ritorno in aula importante per il processo soprattutto dopo la testimonianza resa lo scorso 7 dicembre dal sindaco, Massimo Cialente: parole pesanti, apparse come picconate all’impianto accusatorio, e il conseguente polverone che, inevitabilmente, si è alzato sull’istantanea restituita dal primo cittadino aquilano nel corso delle 2 ore di deposizione davanti al giudice titolare del procedimento Marco Billi. «Nessun cambiamento dopo la riunione della commissione Grandi rischi, come entrai uscii».

Grande l’attenzione mediatica sul procedimento che vede gli imputati Franco BarberiBernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva, e Mauro Dolce accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo. Dalla rivista scientifica Nature a testate giapponesi, da Al Jazeera a L’Espresso, si riaccendono i riflettori sulla catastrofe de L’Aquila aspettando di sapere se almeno una delle 309 vite spezzate il 6 aprile 2009 poteva essere salvata, se gli esperti giunti in città per esaminare la fenomenologia sismica in atto da alcuni mesi nell’aquilano abbiano fatto o meno il proprio dovere.

di Sarah Porfirio

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