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Navelli: Svolta Democratica insiste sulla trasparenza amministrativa

Navelli, 9 gen 2012 – «Il gruppo consiliare “Svolta Democratica” non si arrende nella battaglia condotta in materia di pubblicità e di trasparenza amministrativa di cui il Comune di Navelli risulta fortemente deficitario per la mancanza di pubblicazione all’albo pretorio delle determinazioni dirigenziali». A sottolinearlo, attraverso una nota, è Gaetano Cantalini, capogruppo di “Svolta Democratica”.

«Dopo aver interessato della questione già lo scorso mese di agosto anche gli uffici della Prefettura di L’Aquila, senza avere peraltro avuto una risposta concreta, e la presentazione di una mozione, respinta dal consiglio comunale – prosegue la nota –  la minoranza, nella persona del suo capogruppo Gaetano Cantalini, ha deciso di rivolgersi direttamente al Ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione, Filippo Patroni Griffi, chiedendo le necessarie delucidazioni in merito nonché l’intervento urgente del ministero affinché l’amministrazione provveda alla pubblicazione delle determinazioni dirigenziali dei dirigenti comunali qualora, come il gruppo ritiene, ne sia prescritto l’obbligo. Ma al di là dell’aspetto legale, su cui si attende a questo punto chiarimenti da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, resta comunque il dato politico che non può più prescindere dalla necessità di implementare i processi di trasparenza e di partecipazione democratica dei cittadini alla vita amministrativa. Non è accettabile continuare a nascondersi dietro la presunta assenza di obbligatorietà o addirittura arrivare a sostenere, come ha fatto il sindaco di Navelli in consiglio comunale, che “l’obbligo della trasparenza viene comunque assolto attraverso lo strumento costituito dal procedimento di accesso agli atti amministrativi” che sappiamo tutti essere una cosa ben diversa».

«Se non si vuole rendere la comunità completamente edotta e partecipe delle scelte politico-amministrative è perché forse si sente il bisogno di celare decisioni che non riscuoterebbero il consenso dei cittadini» conclude la nota.

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