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Edilizia 2011: meno 10 mila lavoratori attivi, Chiodi sotto accusa

L’Aquila, 7 gen 2012 – Non è un quadro per niente roseo quello che il Segretario Fillea Cgil Abruzzo, Silvio Amicucci, dipinge delle 4 Casse Edili di Chieti – L’Aquila – Pescara e Teramo. Ciò che emerge è una gravissima crisi delle costruzioni che sta attraversando l’intero Abruzzo, L’Aquila compresa malgrado la ricostruzione.

«Dal 2007 al 2011 si registra un vistosissimo calo degli operai attivi con Chieti oltre -3 mila 500 operai. L’Aquila, che superata la prima fase dell’emergenza nella quale la locale Cassa Edile aveva registrato un picco di oltre 14 mila operai iscritti, nell’ultimo anno con la ricostruzione pesante praticamente ferma, scende a 10 mila 301, registrando una perdita secca di ben 3 mila 320 operai attivi, segue Teramo con – mille 771, ma non va meglio a Pescara che registra un altrettanto – mille 696».

«Dei 10 mila 287 operai attivi in memo dal 2007 al 2011, ben 5 mila 219 edili non hanno avuto un lavoro nel corso del 2011. Questa è la drammatica realtà che contrasta con le roboanti dichiarazioni del Governatore della Regione Abruzzo, nonché Commissario Delegato per la ricostruzione delle zone terremotate che avrebbero visto L’Aquila e il cratere del terremoto il più grande cantiere d’Europa. Il fallimento della ricostruzione di cui ci si è intestarditi a non seguire le esperienze positive di altre Regioni, perseguendo la

concentrazione di tutti i poteri sul Commissario, è messo a nudo dalla crudezza dei dati. Non servono quindi, analisi politiche per dare un giudizio della inconsistenza della gestione Chiodi, così come appare altrettanto inconsistente la tesi sostenuta da qualche settimana e solo a propria giustificazione, dichiarando a più riprese, che l’Abruzzo è orfano del Governo nazionale amico, che vedeva in Gianni Letta, l’uomo della provvidenza».

«Il fallimento di Chiodi è nei numeri e non può essere scaricato sul Governo Monti, così come sarebbe stato necessario che Chiodi nella duplice veste di Governatore della Regione Abruzzo e di Commissario Delegato per la ricostruzione avesse tutelato il suo territorio, invece di tutelare le assenza del Governo Berlusconi. Il 28 dicembre scorso una delegazione guidata proprio dal Governatore Chiodi si è incontrata con il Presidente del Consiglio allo scopo di avere rassicurazioni sull’attenzione del Governo nazionale nei confronti della ricostruzione».

«La Fillea CGIL abruzzese spera che il Governo presieduto da Monti sia in grado di fare meno proclami contornati da messaggi mediatici e scenografie che invece ha caratterizzato il Governo Berlusconi, dia invece più sostanza ai problemi dell’Abruzzo, partendo proprio dalla ricostruzione dell’Aquila e delle zone terremotate, sbloccando le risorse del Master Plan, le opere infrastrutturali, e l’erogazione degli altri fondi comunitari, ma non può fare a meno di stigmatizzare che questa Regione dovrebbe fare la sua parte cosa che finora non si è tradotto in scelte concrete dando così all’Abruzzo quell’ossigeno necessario per la sua ripresa. Il nuovo Governo nazionale può quindi rappresentare una speranza, ma è necessario chiedersi: il Governatore Chiodi  che invece è la continuità, sarà in grado di cambiare passo? Certo è che l’Abruzzo non può più aspettare, siamo alla terza recessione consecutiva e la crisi economico/produttiva, la crisi occupazionale sta trasformando questa Regione in un deserto da cui scappare via».

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