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Sessantunesima edizione presepe vivente Rivisondoli

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L’Aquila, 6 gen 2012 – Si è ripetuta alle 18.00 di ieri la magia del presepe vivente di Rivisondoli. Si sono accese le luci nella piana di Piè Lucente, il silenzio è sceso sull’intero paese, raccolto per assistere alla rappresentazione della Natività più famosa d’Abruzzo. In diecimila hanno assistito quest’anno al presepe, che, nel corso degli anni, ha saputo coniugare tradizione e innovazione, richiamando sempre l’attenzione di un grande pubblico.

«Sono profondamente emozionata – ha commentato la Madonnina di questa edizione del Presepe, Caterina Fioriti, 17 anni di Gualdo Tadino (Perugia) – Quando mi hanno scelta per questo ruolo, confesso di aver preso la cosa un po’ alla leggera, poi, una volta indossati questi abiti ho sentito tutta la responsabilità di un ruolo così importante. È stata un’esperienza bellissima».

Umbre come lei anche la madonna dell’Annunciazione e l’Angelo della Capanna, rispettivamente, Ilaria Giontella 20 anni di Montecastello di Vibio e Jessica Gabbarelli, 27 anni di Assisi. Come già lo scorso anno, anche per questa 61esima edizione gli organizzatori, Giuseppe Lepore, responsabile della “Geppy Produzione Spettacoli” e Vincenzo Cannatelli che, in sinergia con l’Amministrazione comunale di Rivisondoli, curano ormai da diversi anni l’evento, hanno voluto ragazze umbre per questi ruoli. Tutto ciò per legare idealmente il presepe di Rivisondoli al primo presepe vivente della storia, quello voluto nel 1223 a Greccio da San Francesco d’Assisi.

Nei panni del bambin Gesù quest’anno c’era il piccolo Christian, di soli 6 mesi, come tradizione vuole, l’ultimo nato del paese. Accanto a lui, oltre alla Madonnina, il suo vero papà, Vito D’Amicone di 64 anni, nei panni di San Giuseppe. Una gioia immensa per il papà e la mamma, Angela Palumbo, che lo ha avuto a 58 anni. Profonda l’emozione che ha coinvolto i protagonisti e il pubblico della sacra rappresentazione. Oltre trecento i figuranti: nutrite delegazioni sono arrivate dal Certame della Balestra di Popoli e dal presepe vivente di Pacentro.

Grande novità dell’edizione di quest’anno è stata l’esibizione, a conclusione della sacra rappresentazione, del tenore abruzzese Piero Mazzocchetti. Entrato in scena in costume da angelo e, quasi sospeso sulla capanna della Natività,, ha cantato “Astro del cielo”. “Sono ancora emozionato dall’evento straordinario che si è appena concluso, un evento importante per l’Abruzzo e un’emozione irripetibile  per me, anche perché è la prima volta che mi cimento in una manifestazione del genere, nella mia terra. Quindi mi sento doppiamente onorato di essere stato testimonial della 61esima edizione del presepe vivente di Rivisondoli, Il bagno di folla ha reso ancora più suggestiva l’ambientazione storica ricreata in maniera magistrale dagli organizzatori che, specialmente quest’anno, hanno superato ogni aspettativa di consensi e di iniziative”.

Nuove anche le musiche e le luci curate insieme alla scenografia da Euroservice di Giuseppe Ferrara. La sacra rappresentazione si è aperta invece con la rievocazione della figura di San Francesco e del suo desiderio di realizzare il primo presepe, mentre le scene successive  tratteranno la storia dell’Annunciazione, la visita di Maria alla cugina Elisabetta, la preparazione del viaggio verso Betlemme, il dubbio di Giuseppe, il censimento, la nascita di Gesù e, per finire, l’adorazione dei pastori e l’arrivo dei re Magi, accompagnato da una coreografia finale e da tutti i figuranti.

Nella mattinata si è tenuta la cerimonia di vestizione della Madonna, alle 11.00 nella chiesa di S. Nicola di Bari, alla presenza dei principali protagonisti della manifestazione.

Momenti di apprensione durante la giornata ci sono stati anche per l’asinella che, insieme al bue, era nella capanna delle Natività. Pepita, questo il nome dell’asino, è in avanzato stato di gravidanza. Per fortuna, però, il “lieto evento” è stato rinviato.

«Sono molto soddisfatto dell’esito della manifestazione – ha detto il sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia – ma già stiamo pensando a quella del prossimo anno. Per il futuro intendiamo recuperare in maniera ancora più profonda la spiritualità di questo evento, tornando a scegliere la madonnina con una selezione che coinvolga Curie e le associazioni cattoliche abruzzesi».

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