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Rischio sismico: le nuove procedure e i costi

L’Aquila, 6 gen 2012 – La gestione del rischio sismico in Abruzzo è regolata da due nuove delibere che danno attuazione agli articoli 14 e 15 della legge regionale n. 28 dell’11 agosto 2011 relativa alle “Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche” (in allegato), successivamente “aggiornata” con la legge L.R. 13 dicembre 2011 numero 43 recante "Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011 n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche) ed altre disposizioni regionali", promulgata dal presidente della Giunta regionale abruzzese Gianni Chiodi a dicembre.

Si tratta delle delibere delle delibere 837 e 838, pubblicate sul bollettino ufficiale regionale numero 73, del 7 dicembre 2011.

La deliberazione 837/2011 (in allegato) definisce “i contributi per l’esercizio delle funzioni regionali e dei diritti e spese per l’esercizio delle funzioni provinciali”. Nel documento in particolare vengono distinte “le diverse procedure di corresponsione e calcolo degli oneri dovuti dai soggetti privati richiedenti, nel caso di Contributo per l’espletamento delle funzioni regionali (pagamento a favore della Regione Abruzzo per l’espletamento delle funzioni di competenza di cui all’art. 2 della l.r. 28/2011) e dei Diritti di istruttoria e spese di conservazione e consultazione dei progetti (pagamento a favore dell’amministrazione provinciale competente per territorio per l’espletamento delle attività relative all’autorizzazione sismica di cui agli articoli 7 e 13 e per il deposito dei progetti ai sensi dell’art. 9 della l.r. 28/2011)”.

Nel primo allegato della delibera si specifica infatti che “per garantire l’efficacia e l’efficienza delle procedure da porre in essere” con l’entrata in vigore della legge regionale 28/2011 “la stessa istituisce un contributo per l’esercizio delle funzioni regionali e diritti e spese per lo svolgimento delle attività istruttorie e dell’attività di conservazione e consultazione dei progetti da parte delle strutture tecniche provinciali competenti per il territorio”.  Inoltre si sottolinea che “sono escluse dalla corresponsione del contributo, dei diritti e delle spese istruttorie gli interventi effettuati a qualsiasi titolo dalla pubblica amministrazione e dalle Onlus” e che “il mancato versamento dei suddetti oneri costituisce motivazione dell’improcedibilità della domanda di autorizzazione sismica o di deposito”.

 

 (Tabelle relative ai diritti di istruttoria e spese di conservazione e consultazione dei progetti. Nel testo completo della delibera la legenda relativa alle tipologie di intervento)

La deliberazione 838/2011 (in allegato) è relativa invece alle procedure operative per il rilascio dell’autorizzazione sismica e dell’attestazione di deposito sismico. Nello specifico, il documento è costituito da tre allegati: Procedure operative per il rilascio dell’autorizzazione sismica e dell’attestazione di deposito sismico;  Contenuti della Relazione sintetica del progetto strutturale  e Modello di istanza per la denuncia dei lavori.

Le nuove deliberazioni sono state fortemente criticate dalla Cna Costruzioni, secondo cui «con la giusta scusa della riduzione del rischio sismico, si profila una nuova stangata per le imprese di costruzione e quanti intendono avviare nuove attività produttive».

«Premesso che non è certo nostra intenzione contestare l’introduzione di norme a tutela della pubblica incolumità, in un territorio già così martoriato dalla tragedia del terremoto del 2009 – ha commentato il responsabile di Cna Costruzioni, Federico Scardecchia – desta però sorpresa il metodo adottato dalla Regione Abruzzo. Perché tutto, alla fine, si risolverà in una stangata sui costi di deposito delle pratiche e il tanto auspicato controllo sarà un “topolino”, visto che avverrà solo a campione, su uno stock assai limitato di pratiche: appena il 10% di quelle presentate».

«La lievitazione dei diritti di deposito, secondo Cna Costruzioni – è stata determinata dalla scelta discutibile, operata dalla Regione Abruzzo, di calcolare gli importi non sui metri quadrati da realizzare, ma sui metri cubi: con il risultato di produrre incrementi, ad esempio sulla realizzazione di insediamenti produttivi, davvero impressionanti: realizzare un capannone di un migliaio di metri quadrati, infatti, potrà costare anche 9mila euro di soli diritti per il deposito ai fini sismici dei progetti. Senza considerare tutti gli altri oneri già vigenti; in questo modo, il costo della burocrazia sarà più o meno identico a quello dovuto a un professionista per i calcoli progettuali».

Alla Regione, Cna Costruzioni chiede dunque di rivedere i criteri fissati dalle delibere, abbassando il contributo fisso e rivedendo i parametri di calcolo, e di semplificare le procedure amministrative.

red

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