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Donatelli (Confcommercio): «commercianti schiavi della liberalizzazione»

Avezzano, 6 gen 2012 – «Con l’approvazione del provvedimento cosiddetto “Salva Italia” entrano in vigore ulteriori norme che penalizzano fortemente il comparto commerciale (aumento dei contributi, aumento dell’IVA, introduzione dell’IMU, tracciabilità dei pagamenti con conseguenti costi a carico dell’esercente). Oggi non c’è più niente da liberalizzare infatti il Governo Prodi prima, quello Bersani poi e Monti adesso, hanno inserito una serie notevole di norme che rendono i commercianti schiavi della liberalizzazione». A sottolinearlo è il presidente provinciale Confcommercio Imprese per l’Italia Roberto Donatelli, commentando i recenti provvedimenti governativi per effetto dei quali «si potranno tenere i negozi aperti 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, inoltre sarà molto più facile aprire ipermercati e centri commerciali».

«Non si può chiamare liberalizzazione quella che invece è una riduzione in schiavitù di una intera categoria – aggiunge Donatelli –  L’apertura giornaliera continuativa degli esercizi commerciali è una condizione insostenibile per le piccole imprese e porterà alla chiusura tanti negozi tradizionali non aumenterà la concorrenza né migliorerà la qualità del servizio».

«Questa situazione – spiega Donatelli – non sarà sostenibile neanche per le grandi imprese che dovranno affrontare costi crescenti, a partire dal costo del lavoro dipendente. Certamente aumenterà l’incertezza dei consumatori che non trarranno vantaggi da aperture a “macchia di leopardo”».

Il presidente Roberto Donatelli, auspica che la regione Abruzzo al pari di altre regioni come la Toscana, Liguria, Puglia e Piemonte «faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro questa norma nazionale sia relativamente ai nuovi insediamenti commerciali sia alla liberalizzazione degli orari».

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