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Ricerche Roberto Straccia: collabora anche detective Fbi

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Pescara, 5 gen 2011 – Roberto Straccia, il 24enne di Moresco (Fermo) scomparso il 14 dicembre a Pescara, usava «tutta la tecnologia», attraverso telefoninini, computer fisso e portatile, Mp3, Apple, e il lavoro del perito nominato dalla Procura servirà ad analizzare tutti i dati già raccolti e quelli ancora da raccogliere dopodichè saranno «prodotte delle ipotesi» sul suo allontanamento. A spiegarlo è il perito stesso, Fabrizio Davide, docente di Telecomunicazioni a Tor Vergata e già manager della Telecom utilizzato dalle forze dell’ordine per questioni legate alla sicurezza. Per il caso di Straccia è stato individuato dal sostituto procuratore Giuseppe Bellelli e oggi era già a lavoro sui tabulati telefonici e informatici nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Pescara, affiancato da due esperti del Nucleo investigativo, coordinati dal capitano Eugenio Stangarone.

«I carabinieri – spiega Davide – hanno già acquisito dati a livello nazionale e internazionale, facendo un lavoro di preparazione eccezionale. Alcuni provider informatici non presenti in Italia hanno già risposto altri devono ancora rispondere, per fornire i dati richiesti» (ad esempio quelli relativi a Facebook e ai motori di ricerca) e per ottenere tutto in tempi rapidi gli uomini del capitano Stangarone hanno contattato anche un detective dell’Fbi americana, che «ci sta dando una mano, considerato che abbiamo fatto decine di richieste» – dice proprio Stangarone.

Attraverso un primo esame di tutti i tabulati (al momento non ci sono ancora i contenuti) si punta a individuare «lo stile di comunicazione, le abitudini, i modi e le preferenze» di Roberto Straccia. Questa prima analisi statistica dei traffici, «per scoprire eventuali fenomeni che balzano agli occhi e scovare possibili inferenze statistiche e sarà completata entro dopodomani – spiega sempre Davide – e poi nei prossimi giorni si lavorerà sui contenuti attesi dall’estero, e si farà una analisi più raffinata».

La mole è ingente, visto che si passa dai telefonini al computer e quindi chat, mail, post, short message, Mp3 e altro ancora: Roberto «usava tutto».

«I tempi che ci ha dato la Procura sono strettissimi – conclude il perito – per cui cerchiamo di fare presto, per produrre delle ipotesi che dovranno essere validate da carabinieri e Procura, nella speranza che esca una ipotesi investigativa considerato che ce ne sono già molte e le stiamo seguendo in base alle priorità».

Da parte dei carabinieri proseguono anche le ricerche, alla luce delle segnalazioni che arrivano, mentre per domani gli amici hanno organizzato una nuova battuta di ricerche a Pescara. Si ritroveranno alle 9 all’ingresso della Pineta Dannunziana lato mare, come già accaduto altre volte per poi raggiungere la "nave di Cascella" e tenere un sit-in per l’intera giornata, «per mantenere vive l’attenzione e la speranza». Lanciando un appello su Facebook a partecipare gli amici dicono «facciamo vedere quanti lo aspettano, con la sua famiglia».

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