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Avezzano Rugby, la presidente Sorgi: «Le istituzioni ci hanno abbandonato»

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Avezzano, 5 gen 2012 – «È da tre anni che non prendiamo un solo centesimo di contributo. Siamo stanchi dell’indifferenza delle istituzioni. Comune, Provincia e Regione ci hanno completamente abbandonato». Questo il duro commento di Sonia Sorgi, presidente dell’Autosonia Avezzano Rugby che, senza mezzi termini, attacca le istituzioni locali e promette «la conferenza stampa di martedì prossimo sarà solo l’inizio di una lugna serie, fino a quando qualcosa non inizierà a muoversi».

«Le istituzioni erano tutte presenti il giorno in cui la squadra è stata promossa in serie A, c’erano  tutti in prima linea. Ora, dopo le glorie, non è rimasto più nessuno – prosegue la Sorgi – Un campionato in A è molto più gravoso da sostenere economicamente, abbiamo fatto un bilancio di previsione, stringendo la cighia, di 600 mila eruro, ma sarà difficile riuscire a coprire tutte le spese. Inoltre, abbiamo un movimento rugbystico di 400 atleti che va assolutamente sostenuto e portato avanti».

Un grande vivaio, quello dell’Avezzano Rugby, che conta più di 400 atleti distribuiti tra il minirugby delle under 6, 8 e 10 e le giovanili delle under 12,14 16, 20 e 23, oltre alla prima squadra che, proprio l’anno scorso, è stata promossa nel campionato di serie A2. Un movimento enorme che richiede un notevole sforzo economico per essere mantenuto e coltivato: «Qualsiasi tipo di costo dev’essere sostenuto da noi a trecentosessanta gradi – spiega ancora la Sorgi – manutenzione del campo, bollette di luce e gas (2mila e 500 euro al mese), trasferte, stipendi del custode del campo. Il comune fa promesse su promesse, ma poi non mantiene la parola data.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione delle strutture, ad esempio, il progetto di ampliamento dello stadio di Via Dei Gladioli è fermo dal 2006. E’ stato realizzato solo il campo nel quale giocano i ragazzi dell’under 20 e 23, ma poi è rimasto tutto fermo».

Altro grave disagio, secondo la Sorgi, sarebbe creato dalla strada di accesso e uscita al campo da rugby dove, quasi sempre, si creano ingorghi, soprattutto durante le partite e gli allenamenti infrasettimanali: «Il comune ha espropriato dei terreni da oltre dieci anni per poter creare una un anello stradale attorno allo stadio che renda più scorrevole e sicuro il traffico, soprattutto quello in uscita, ma fino ad ora non è stato fatto nulla – conclude la presidente – se si facesse male qualcuno o succedesse qualcosa di più serio, i mezzi di soccorso rimarrebbero imbottigliati».

Non manca una stoccata neppure alla Regione e al bilancio appena approvato nel quale, spiega la Sorgi, «a ricevere i i fondi sono sempre i soliti noti e non è considerata nessuna realtà sportiva. Le società sportive che contribuiscono a far crescere questo territorio sono lasciate all’angolo e questo non è ammissibile. L’unica sovvenzione che abbiamo avuto dalla regione è stata di 246 euro. Una cifra ridicola e irrisoria».

Di Marianna Galeota

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