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Monti firma l’ordinanza Salva L’Aquila

L’Aquila, 3 gen 2012 – Dopo aver fatto tirare il fiato a tutta la città de L’Aquila, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha firmato questa mattina l’ordinanza sulla proroga dei fondi per il sisma. Lo ha annunciato poco fa il Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi.

Ufficiali, dunque, la proroga di 3 mesi dello stanziamento dei fondi per il sisma e dei contratti restati in bilico fino a questo momento. La macchina comunale questa mattina era finita in panne proprio a causa della mancata firma di Monti sull’ordinanza Salva L’Aquila dato che i circa 250 lavoratori assunti per fronteggiare l’emergenza avevano i contratti scaduti dallo scorso 31 dicembre. Il settore Emergenza e Ricostruzione è rimasto nel corso della mattina fermo dato che non era stato possibile assicurare il servizio di front office per il pubblico.

I DETTAGLI DELL’ORDINANZA

L’ordinanza, che prevede oneri finanziari per complessivi 7 milioni 845mila euro, è legata, come si legge nel testo, alla "necessità di prorogare la vigenza di alcune disposizioni emergenziali già adottate nelle precedenti ordinanze di protezione civile, al fine di assicurare senza soluzione di continuità l’assistenza alla popolazione colpita dal sisma del 6 aprile 2009, nonché la ricostruzione e il rilancio del territorio".

In particolare, i Comuni del cratere e la Provincia dell’Aquila sono autorizzati a stipulare o prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e quelli di collaborazione coordinata e continuativa fino al 31 marzo 2012. Comune e Provincia dell’Aquila potranno inoltre prorogare, sempre fino al 31 marzo, la convenzione stipulata con la società Abruzzo Engineering per quanto riguarda le attività di controllo sulle asseverazioni dei professionisti, l’istruttoria dei progetti e le attività amministrative e tecniche di messa in sicurezza, riparazione e ricostruzione degli edifici danneggiati. A questo scopo, l’ordinanza prevede risorse per 1 milione 450mila euro per la proroga dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa dei Comuni del cratere e della Provincia dell’Aquila; 292mila euro per la proroga degli stessi contratti al Comune dell’Aquila, di 200mila euro per la proroga della convenzione tra Abruzzo Engineering e la Provincia dell’Aquila e di 950mila euro per quella tra la medesima società e il Comune dell’Aquila. Vengono inoltre stanziati 792mila 500 euro per gli 88 dipendenti a tempo determinato del Comune del capoluogo e ulteriori 200mila per la convenzione con il Servizio di elaborazione dati del Comune dell’Aquila (Sed) per la gestione delle banche dati relative alle attività di assistenza alla popolazione e ai finanziamenti per la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma.

L’ordinanza prevede copertura, sempre fino al 31 marzo, anche per il personale dei Vigili del Fuoco impiegato nelle operazioni connesse all’emergenza e per le spese relative all’assistenza alla popolazione.

«Accolgo con soddisfazione la firma dell’ordinanza – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – ma non posso non lamentare un inspiegabile ritardo che ha costretto alla chiusura degli uffici comunali dell’Assistenza alla Popolazione, dell’Area Sisma e della Ricostruzione, con gravi disagi per i cittadini. Purtroppo rilevo delle ‘dimenticanze’, forse non segnalate dalla struttura commissariale. Fra queste – ha proseguito il sindaco – quella relativa alle operazioni di smaltimento e trasporto delle macerie, assicurate dall’Esercito. Ho già chiamato, a questo proposito, il Dipartimento di Protezione civile, chiedendo a breve una riunione per aggiornare con urgenza una nuova ordinanza a copertura di questa necessità, assolutamente fondamentale, e per avviare un confronto rapido ai fini dell’emanazione delle linee guida per la ricostruzione dei centri storici».

«Si tratta di  un OPCM ponte che ci consentirà di rivedere la macchina complessiva della ricostruzione volgendo verso la chiusura della fase emergenziale – ha spiegato  il presidente della Regione e Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi – Sul trasporto delle macerie assicurato dall’esercito stiamo ragionando su come applicare il medesimo principio di superamento della fase emergenziale considerato che le risorse per gestire il ciclo sono già contenute nella Opcm 3923».

In allegato il testo dell’ordinanza

I commenti

CHIODI, ORDINANZA PONTE PER SUPERARE EMERGENZA  «Si tratta di un Opcm ponte che ci consentirà di rivedere la macchina complessiva della ricostruzione volgendo verso la chiusura della fase emergenziale. Sul trasporto delle macerie assicurato dall’esercito stiamo ragionando su come applicare il medesimo principio di superamento della fase emergenziale considerato che le risorse per gestire il ciclo sono gia’ contenute nella Opcm 3923». Lo ha detto il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, commentando l’ordinanza firmata dal presidente del Consiglio, Mario Monti, sulla proroga dei fondi per il sisma.

GIULIANTE (PDL): SGE, UN PICCOLO PASSO È STATO FATTO – «Sge, un piccolo passo è stato fatto. Ora è necessario preparare un piano preciso di contenimento dei costi  così  da rendere L’Aquila e le istituzioni interessate credibili nelle prossimo braccio di ferro con il governo Monti, che, visti i precedenti, si annuncia duro». Sono le parole del assessore regionale alla protezione civile, Gianfranco Giuliante (Pdl). «Con l’ordinanza n. 3992 – aggiunge Giuliante – firmata da Monti (ma com’è in uso pre-concordata con il Commissario Chiodi ed il Sindaco Cialente) cominciano ad essere attuate alcune misure di contenimento della spesa e si salvano, per ora, i precari. Non sono state prorogate consulenze (informatica, giuridica, Formez, Linea Amica, Adsu) che erano state oggetto di critica anche recentissima. Si deve andare oltre, bandendo in questi tre mesi le gare per servizi che ad oggi hanno ancora costi spropositati, risparmiando risorse e nel contempo razionalizzando la struttura commissariale e comunale. I co.co.co. assunti per l’emergenza non debbono né possono essere utilizzati in termini surrogatori di piante organiche come accade nel Comune dell’Aquila, né possono ancora tollerarsi le duplicazioni di strutture che, oltre a rendere farraginosa (perché contrapposte) la macchina burocratica, hanno costi esorbitanti. L’elisione di consulenze e servizi non essenziali – conclude l’assessore regionale – sono un primo passo avanti. Bene ha fatto Chiodi a prenderne atto, ma ora continui nel ridisegno annunciato della Sge o valuti la possibile retrocessione alla Regione Abruzzo delle funzioni marginali residuate dopo tre anni di emergenza. Cosa che, è bene sottolinearlo, garantirebbe un ulteriore necessario risparmio».

COMITATO CITTADINO PER LA RICOSTRUZIONE: «CIALENTE SODDISFATTO DI CHE?»«Ci sono voluti 6 giorni per firmare un’ordinanza che tra l’altro non diceva niente di nuovo, confermava tutto quello che avevamo, fino al 31 Marzo 2012 . La visita a Roma non ha prodotto i risultati sperati e mentre il Commissario Chiodi, molto realisticamente, ha espresso le sue perplessità  sull’incontro con il Presidente Monti, il Sindaco Cialente si è dichiarato molto soddisfatto». Il Comitato cittadino per la ricostruzione commenta così, in una nota, la firma arrivata ieri da Monti.

«Ma soddisfatto di ché? – prosegue la nota –  Se pensiamo che Monti ha confermato a parole solo quello che avevamo e non si è impegnato sul resto, viene da chiedere al Sindaco Cialente come si fa  ad essere soddisfatti, ma come si fa a tranquillizzare e prendere in giro gli aquilani, siamo in grande difficoltà ed il Sindaco si dichiara soddisfatto, quali impegni ha strappato al Presidente Monti? quali certezze ha avuto? Ci auguriamo s
olo che questi sei giorni di ritardo del Presidente Monti  non diventino sei mesi o sei anni per il Comune dell’Aquila, abituato com’è a scaricare la colpa della sua inefficienza sui ritardi degli altri».

«E’ ora di finirla di prendere in giro gli aquilani – conclude la nota – se ci troviamo in questa grave difficoltà la responsabilità è del Sindaco Cialente che butta al vento 32 mesi per realizzare il piano per la ricostruzione della città, accumulando ritardi, rallentando la ricostruzione e continuando a pagare il Cas ( l’autonoma sistemazione ) da circa 3 anni a chi è ancora senza casa. Che delusione! E l’Assessore alla ricostruzione Di Stefano che fa ??? e la responsabile nazionale alla ricostruzione  del PD Stefania Pezzopane che dice? Tutti zitti! Quando il Commissario Chiodi si dichiarava soddisfatto delle trattative con Letta e Berlusconi è perchè tornava da Roma sempre con ottimi risultati, oggi si dichiara preoccupato e i fatti gli danno ragione, purtroppo per noi». 

PASQUALONE E DURANTE (UDC), L’AQUILA SALVA MA SOLO FINO A MARZO – «Monti salva L’Aquila, ma fino al 31 Marzo 2012. Emergenza e proroga: ecco le uniche parole che si ripetono ed associano da quasi tre anni al nome dell’Aquila e alla sua situazione ormai arcinota a tutti». Sono le dichiarazioni di Morena Pasqualone (segretario provinciale Udc) e Adriano Durante (consigliere comunale Udc). «L’ultima agognata ordinanza firmata dal capo del Governo consente infatti solo di rinviare nuovamente, e per poco, i tanti problemi legati alla rinascita della città. Non è più tempo per i rinvii. E’ per questo che ci sentiamo in dovere, a nome di tutti i cittadini, di chiedere al premier Monti di recarsi personalmente all’Aquila per poterne constatare la reale condizione, fatta di zone rosse, di precarietà, di farraginosi meccanismi burocratici e di incertezze. Ed ancora per questo abbiamo chiesto ai nostri referenti nazionali, gli On.li Casini e Cesa di sollecitare la ricalendarizzazione della legge per L’Aquila presentata dall’Udc in Parlamento. Fine dell’emergenza e regole certe potrebbero riaccendere la fiammella della speranza nel futuro, ma questo, lo abbiamo detto più volte, solo se si rivede la governance e, prima fra tutte, la gestione della struttura commissariale per la ricostruzione. Quest’ultimo punto è parte fondamentale e imprescindibile del programma che stiamo elaborando per la città dell’Aquila ed è secondo soltanto all’impegno che intendiamo profondere per la sua ricostruzione ed il bene di tutta la cittadinanza».

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