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Ordinanza “Salva L’Aquila” non ufficiale, chiusi uffici emergenza sisma e ricostruzione

L’Aquila, 2 gen 2012 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, aveva concesso 3 mesi di tempo ai circa 250 lavoratori precari impegnati nella gestione dell’emergenza in seno al Comune de L’Aquila evitando, così, che la macchina messa su dall’amministrazione finisse in panne. Il nuovo anno, però, sembra non essere partito con il piede giusto dato che l’ordinanza a firma Monti sulla proroga dei fondi per il sisma e dei contratti non è stata ancora pubblicata. Proprio per questa omissione «il settore Emergenza e Ricostruzione domani, 3 gennaio, non potrà assicurare il servizio di front office per il pubblico». La decisione è stata presa dal dirigente del settore in questione che ha, dunque, predisposto che sia gli uffici di viale della stazione quanto quelli che si trovano all’interno della scuola della guardia di Finanza restino in stand by data «l’impossibilità

di poter utilizzare il personale assunto con i contratti post terremoto, scaduti il 31 dicembre».

Senza i precari, i dipendenti del settore in questione,pur essendo regolarmente a lavoro, non sono in numero sufficiente per poter garantire un adeguato servizio al pubblico. Naturalmente tale provvedimento non sarà valido qualora venisse ufficializzata l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri.

DE SANTIS: A PAGARE SONO SEMPRE I CITTADINI – «Il ritardo assurdo della firma del premier Monti alla Ordinanza per la proroga dei contratti dei precari del settore Emergenza e ricostruzione sta creando disagi e disservizi ingiustificati ai cittadini, anche a quelli che in questi giorni pensavano di ritirare finalmente -dopo mesi di attesa- il contributo per la ricostruzione della propria abitazione». A sottolinearlo è Lelio De Santis, Segretario   IdV  L’Aquila, che evidenzia come «l’assenza degli 88 precari del Comune di L’Aquila ha paralizzato le attività e determinato reazioni risentite di tanti cittadini, a cui poco importano le cause e le responsabilità di una ordinanza, promessa e concordata, che tarda a d arrivare, ma solo che i servizi essenziali funzionino e che funzionari e dirigenti delle pubbliche amministrazioni facciano il loro dovere, per cui sono pagati, spesso anche bene».

«E’ assurdo e triste – aggiunge De Santis – constatare che impegni presi in modo solenne dal Governo con il Commissario, Chiodi, e con il Sindaco, Cialente, non siano rispettati nei tempi e nei modi giusti o, e sarebbe ancora più grave, che i termini dell’ordinanza concordata, riferiti da Chiodi e da Cialente non erano esatti e veritieri. La responsabilità non è certamente degli Aquilani e dei cittadini utenti che hanno fiducia nelle parole che i loro Amministratori pubblici riferiscono e le incomprensioni nelle intese tra Comune – Commissario – Governo Monti non possono ripercuotersi sui cittadini, già stressati da tanta burocrazia e da tante umilianti proroghe. Lo stesso Sindaco, in presenza di un ritardo inspiegabile forse anche a Lui, avrebbe potuto provvisoriamente farsi carico del problema con il personale disponibile, pagandolo con lo straordinario, e non far ricadere sui cittadini i ritardi di una firma. Così, invece, per responsabilità del Governo, che non firma un’ordinanza, per responsabilità anche del Comune, che non trova di meglio che chiudere gli uffici, i cittadini non sanno più a quale Santo rivolgersi! Penso che bisogna dire basta a questa politica aquilana, che parla-parla e continua rinfacciarsi le responsabilità, mentre il tempo passa e la ricostruzione non cammina».

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