Avezzano, pista ciclabile: chiusa la fase test, si passa ai correttivi

Avezzano (Aq), 11 nov 2011 - Dopo l'attacco di ieri sferrato dalla Uil sulla pista ciclabile di via Cavalieri Vittorio Veneto, forte di alcune proteste di cittadini e residenti, la palla passa al Comune di Avezzano che gioisce per la conclusione del monitoraggio dei lavori di realizzazione. Nel passare alla fase due, il Comune affronta proprio le criticità emerse nel periodo dell'intervento per dare corpo agli interventi correttivi sulla viabilità.

Un'operazione in agenda a inizio settimana a palazzo di città, dove si terrà la conferenza di servizi tra i vari Enti interessati per un esame approfondito sulla base del test con l'obiettivo di far conciliare le diverse esigenze. «Il vertice in Comune - affermano il sindaco Antonio Floris e gli assessori all'ambiente e ai lavori pubblici - già messo in programma da tempo proprio per assumere decisioni operative dopo un periodo di osservazione degli effetti della pista ciclabile sul traffico, ha il compito di analizzare i vari pezzi del mosaico, tenendo nella giusta considerazione le varie necessità, per disegnare il puzzle finale. Quadro che aveva bisogno di un test che ha rilevato qualche momentaneo disagio legato soprattutto all'entrata e

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uscita da scuola».

Per accedere ai finanziamenti del Ministero, però, occorreva proporre un progetto di pista che mettesse in stretto collegamento aree verdi, scuole, uffici pubblici, quindi, il cuore della città. «Se ci siamo piazzati ai primi posti, quindi – aggiungono - è perché abbiamo interpretato al meglio la filosofia del piano ministeriale finalizzato a incentivare la mobilità sostenibile e a migliorare la qualità della vita. Basta avere un po' di pazienza e quadreremo il cerchio».

Decisioni che saranno messe nero su bianco nella conferenza di servizio che vedrà attorno a un tavolo i diversi attori coinvolti. La pista ciclabile, un anello con percorso ad hoc protetto dalle auto per un investimento complessivo di 250 mila euro cofinanziato da Comune e Ministero dell'ambiente, passerà per via Cavalieri di Vittorio Veneto, via Aldo Moro, via Parri, via Einaudi, piazza Nardelli e via Tirabassi, avrà una lunghezza di 2 km e mezzo e sarà collegata alla stazione dei bus e delle ferrovie attraverso via Allende.

Il Comitato mobilità sostenibile marsicana - In merito alle polemiche degli ultimi giorni sulla ciclabile nord il Comitato mobilità sostenibile marsicana intende esprimere il suo punto di vista con il presidente Dario Raglione: «A nostro avviso il progetto è nato con buone intenzioni ma non ha trovato la giusta realizzazione, perché non è inserito in un più ampio piano di viabilità alternativa. Bisogna avere il coraggio di assumere scelte coerenti con quanto è stato fatto fin ad ora, completando il percorso verso la zona nord e verso il centro della città.

Il Comitato mobilità sostenibile ha manifestato le sue perplessità circa le tecniche con le quali è stata realizzata l'opera. Ad esempio l’utilizzo di un asfalto non adatto ad un percorso ciclabile e la costruzione un cornicione della pista ciclabile a modo di marciapiede e per nulla conforme a quelli smussi delle piste ciclabili. Non per questo possiamo condividere la posizione di chi vuole negare il valore di scelte che incoraggiano la mobilità alternativa.

Il problema dei parcheggi esiste, ma ricordiamo che su tutta via Cavalieri di Vittorio Veneto esisteva la pratica diffusa del parcheggio selvaggio in curva e sui marciapiedi, molto spesso il traffico era intralciato da automobilisti maleducati incuranti del divieto di sosta presente lungo tua la strada. Chi fa polemica vorrebbe annullare la pista ciclabile e anche il marciapiede per stare più comodo?

La presa di posizione del sindacalista della Uil Trasporti ci ha sorpreso perché vorremmo averlo affianco nelle battaglie a difesa di tutti i cittadini, e in particolare degli utenti deboli della strada. Un sindacalista dovrebbe protestare per il fatto che il parcheggio davanti al liceo psico-pedagogico viene occupato per metà da mezzi delle Poste che dovrebbero essere parcheggiati nei sotterranei dell’edificio delle Poste stesse. Dovrebbe contestare tutte le barriere architettoniche che ci sono ad Avezzano e nei mezzi pubblici, che hanno la maggior espressione nel sottopasso pedonale della stazione, assolutamente irrispettoso della civiltà. O mettere in discussione una ferrovia che risale al 1800 e che 20 anni fa permetteva di andare da Avezzano a Roma in 1 ora e mezzo e invece ne impiega minimo 2 e mezzo. In tutti questi anni gli utenti deboli della strada(non solo ciclisti ma anche pedoni, anziani e diversamente abili), sono stati abbandonati a loro stessi dai politici e nel 2011 si pone anche contro colui che dovrebbe difenderli, roba da matti!».

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