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Abruzzo, Cassa integrazione in deroga: al via le domande

Cassa integrazione ordinaria e in deroga tra burocrazia e complicazioni. L'odissea dei commercialisti. Intanto è pronto il portale online della Regione.

Pronta la piattaforma informatica della Regione per la presentazione delle domande per l’erogazione della Cassa integrazione in deroga.

“Da mercoledì 8 aprile i titolari delle piccole imprese potranno presentare le domande per l’erogazione della Cassa integrazione in deroga in favore dei propri dipendenti”. Lo comunica l’assessore alle Politiche del Lavoro, Piero Fioretti, al termine dell’ultima verifica tecnica della piattaforma telematica dedicata. “Come anticipato la scorsa settimana – aggiunge l’assessore – è stata perfezionata la piattaforma informatica sulla quale si potranno presentare le istanze per la Cassa integrazione in deroga. Sará operativa da mercoledì 8 aprile, all’indirizzo https://sportello.regione.abruzzo.it, secondo le modalità indicate nell’accordo quadro, che abbiamo concluso lo scorso 30 marzo con i sindacati e le parti sociali. È importante precisare – sottolinea Fioretti – che tutte le domande di Cassa integrazione in deroga verranno esaminate ed eventualmente finanziate, se nel rispetto di quanto previsto dal decreto, a prescindere dal giorno in cui verranno presentate sulla piattaforma. Non esiste, dunque, una priorità di finanziamento legata al giorno o all’ora di presentazione e, quindi, nessun ‘click day’. Abbiamo lavorato per mettere a disposizione delle imprese un percorso pratico ed efficiente”.

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Nel giro di una settimana il servizio Informatico della Regione ha predisposto la piattaforma chiamata a recepire le istanze degli imprenditori, prevedendo anche un potenziamento per il carico informatico. “In questi giorni gli uffici regionali del Dipartimento Lavoro hanno operato alacremente – aggiunge Fioretti – prevedendo un Manuale operativo e la modulistica specifica. Sarà poi garantita, da mercoledì, anche un’assistenza email e telefonica con l’ausilio anche dell’Urp. Contestualmente, abbiamo creato un gruppo di lavoro che avrà il compito di avviare, da subito, l’istruttoria delle domande per accelerare la decretazione all’Inps relativa alle domande approvate. […] Secondo le stime del ministero del Lavoro, in Abruzzo hanno diritto alla Cassa integrazione in deroga circa 54 mila lavoratori, per una copertura temporale di 9 settimane e con uno stanziamento, ad oggi, di soli 70 milioni di euro, cifra che ci aspettiamo venga incrementata dal Governo, per dare una risposta più adeguata alle esigenze dei lavoratori abruzzesi”.

L’intesa quadro raggiunta a fine marzo con i sindacati prevede l’erogazione della cassa integrazione ai lavoratori delle piccole imprese private in tutti i settori produttivi per un periodo di 9 settimane. Possono accedere alla cassa integrazione in deroga gli operai, impiegati, quadri, apprendisti, soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato, terzo settore, lavoratori a domicilio monocommessa, lavoratori intermittenti, lavoratori della pesca a qualsiasi titolo imbarcati iscritti al roulino di equipaggio. L’intesa regionale di fatto ha recepito quanto previsto del decreto legge anche in relazione ai lavoratori somministrati per i quali sarà possibile ricorrere esclusivamente agli ammortizzatori ordinari del settore e non alla cassa integrazione in deroga. È importante sottolineare che per le aziende con un numero di massimo di 5 dipendenti è sufficiente l’invio della domanda, mentre per le aziende con più di 5 dipendenti è necessario anche l’accordo sindacale il cui verbale deve essere allegato alla domanda. L’intesa indica anche le modalità di presentazione delle domande.

Cassa integrazione ordinaria, l’odissea dei commercialisti.

Sul fronte Cassa integrazione ordinaria (che si rivolge principalmente a edilizia e industria), invece, continuano i problemi per consulenti e commercialisti, alle prese con una trafila burocratica difficile da dipanare. Una domanda diversa per ogni part time con orario settimanale diverso e lo stesso vale per gli apprendisti. Le informative sindacali, con relativi documenti, il lavoro per l’inquadramento del livello di ammortizzatori sullla singola azienda, le complicazioni relative alle buste paga di marzo, considerata la complementarietà alle domande di Cassa integrazione. Poi ci sono le domande per il Fondo integrativo salariale per le aziende sopra i 5 dipendenti che non rientrano nella Cassa integrazione ordinaria, la domanda integrazione per le aziende artigiane, la Cassa integrazione per aziende sotto i 5 dipendenti. Senza contare l’invio mensile, dopo l’autorizzazione, degli SR41 all’Inps, che deve liquidare direttamente i lavoratori, il tutto attraverso un sito internet che ha già mostrato tutti i suoi limiti.

Insomma, un lavoro complicato e tortuoso tra burocrazia e strumenti tecnologici non sempre all’altezza del lavoro da svolgere.

Attività commerciali e industriali al tempo del Coronavirus, l’analisi delle domande in Prefettura.

Intanto continua in Prefettura l’esame delle comunicazioni pervenute dai titolari di attività produttive industriali e commerciali della provincia per la valutazione al proseguimento delle stesse attività, alla luce delle norme per il contenimento del contagio da Covid-19 introdotte dal Dpcm del 22 marzo 2020, prorogato dal Dpcm 01/04/2020 fino al 13 Aprile, e dell’uscita del nuovo elenco delle attività produttive indispensabili trasmesso dal Ministero dello Sviluppo Economico il 25 marzo.

Alla data di ieri, 6 Aprile 2020, sono pervenute in Prefettura 540 comunicazioni relative a quanto previsto dall’art. 1, comma 1 lettera d), di cui 60 in istruttoria, con 36 provvedimenti di sospensione adottati. Le comunicazioni arrivate relative a quanto previsto dall’art. 1, comma 1 lettera g) sono state 8. Sono inoltre pervenute 6 richieste di autorizzazione concernenti la lettera h), per le quali sono state già trasmesse le autorizzazioni.

Prosegue, da parte del gruppo di lavoro tecnico appositamente costituito, l’esame delle comunicazioni pervenute, ai fini dell’eventuale provvedimento di sospensione. “Si rammenta, come peraltro noto, – precisano dalla Prefettura – che le attività comprese nell’allegato 1 del decreto, ossia quelle ritenute necessarie e che pertanto resteranno aperte, potranno proseguire la produzione senza bisogno di inviare alcun tipo di documentazione a questa Prefettura. Per quanto concerne tutte le altre attività non comprese nell’allegato in questione, si precisa che in attesa di eventuale sospensione della stessa attività, le aziende potranno continuare ad esercitare quanto previsto dalla propria tipologia di attività, senza attendere alcuna autorizzazione: solo nel caso di mancata rispondenza a quanto previsto dai decreti governativi e ministeriali interverrà l’eventuale sospensione dell’attività, che sarà prontamente comunicata da questa Prefettura”.

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