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Infarto, i sintomi da non sottovalutare

Allarme per la sottovalutazione dei sintomi dell'infarto, la paura degli ospedali durante l'emergenza Covid19 porta molti a minimizzare il rischio. La lettera dello specialista cardiologo Dott. Carmine Maccarone

L’AQUILA – “Non di solo Covid19 morirà l’uomo”, le raccomandazioni dello specialista

Da giorni ormai i nostri timori sono rivolti al coronavirus ma, in questi tempi d’emergenza, la paura di contrarre il COVID 19 negli Ospedali spinge molti a sottovalutare i sintomi dell’infarto del miocardio.
Ricordo che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morbidità e di mortalità nel mondo occidentale ma la paura del contagio in Ospedale e le conseguenti “autodiagnosi” e sottovalutazione di sintomi di allarme sono un aspetto nuovo e molto preoccupante dell’emergenza che stiamo tutti vivendo.
Dati recentissimi relativi ai pazienti con infarto miocardico (Marzo 2020) documentano, a livello nazionale, una sorprendente riduzione dei ricoveri, quasi pari al 50%, non certo dovuta al fatto che le malattie cardiovascolari siano improvvisamente e “sine causa” diminuite in maniera così evidente e significativa.
Al contrario i dati evidenziano che i cittadini spesso sottovalutano i sintomi dell’infarto e aspettano troppo a lungo prima di accedere in Ospedale spesso per paura del contagio da Coronavirus ma mettendo così ancora più a rischio la loro vita.
Non bisogna assolutamente commettere l’errore di credere che in questo momento l’infarto miocardico sia “meno grave” del Covid-19 e non bisogna minimizzarne i segnali pur nella situazione sanitaria complicata in cui ci troviamo.
Anche alla luce di quanto, purtroppo, accaduto nei primi giorni dell’epidemia in Italia le direttive attuali impongono che siano mantenuti i giusti percorsi protetti per i pazienti affetti da problemi cardiologici acuti che giungono in Ospedale ed in tutta Italia sono regolarmente attive le reti per l’infarto frutto di anni di impegnativo lavoro dei Cardiologi.
Nei Pronto Soccorso ci sono quindi percorsi differenziati dove i pazienti non si incrociano ma, purtroppo, dai dati pubblicati risulta che i pazienti giunti in Ospedale con ritardo rispetto all’insorgenza dei sintomi sono mediamente più compromessi necessitando, pertanto, di interventi più complessi e rischiosi e meno efficaci.
Non bisogna pertanto sottovalutare disturbi quali dolore al petto forte ed insistente, specie se associato a dolore al braccio (soprattutto sinistro), sudorazione, malessere intenso, affanno improvviso o per sforzi modesti perché possono essere i primi sintomi di un infarto miocardico soprattutto, ma non solo, se sappiamo di essere un soggetto a rischio a causa dell’età, dell’abitudine al fumo, della presenza di ipertensione arteriosa, dislipidemia, obesità, diabete o di precedenti eventi cardiovascolari.

Sintomi infarto, chiamare immediatamente il 118

In questi casi bisogna chiamare il 118 per essere valutati in urgenza perché più ritardiamo diagnosi e trattamento più la prognosi peggiora; in parole molto semplici più tempo passa dall’inizio dei sintomi e maggiore sarà la quantità di muscolo cardiaco che viene perso, a causa dell’infarto , con importanti conseguenze sulla prognosi e sulla qualità di vita.
“IL TEMPO È MUSCOLO”.
Dott. CARMINE MACCARONE –
Medico Chirurgo – Specialista in Cardiologia – Iscrizione Ordine dei Medici AQ n. 2215 del 22\12\1998

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