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Coronavirus, il caso Avezzano: “positivi tutti correlati”

Coronavirus, quindici casi dall'ultimo aggiornamento istituzionale: si teme un focolaio di contagi tra la locale comunità rom. Passerotti rassicura

Coronavirus, 15 casi registrati negli ultimi due giorni ad Avezzano: scoppia la psicosi. Si teme un focolaio tra i rom in città, ma il commissario Passerotti rassicura.

Quindici casi in più emersi e ora sotto controllo da parte degli operatori sanitari. Molti dei quali farebbero riferimento a famiglie della popolosa comunità rom che vive in città. “Situazione circoscritta: i casi sono collegati tra loro”, spiega Passerotti.

Coronavirus, il caso Avezzano

L’aggiornamento, arrivato fin dalla mattina di domenica 29 marzo, parla di 25 casi registrati sul sito istituzionale del Comune di Avezzano. Si tratta, però, di ‘un aggiornamento da definire’. 15 contagi in più rispetto all’ultima notizia fornita, che portava la data del 27 marzo.

Quello che sembrava, fino a poco prima, un numero sinonimo di una situazione tranquilla, nel capoluogo marsicano, si è trasformato, all’improvviso, in un dato che ha fatto scattare l’allarme. La conferma sui numeri ufficiali arriva, tuttavia, solo nel primo pomeriggio.

I positivi da coronavirus ad Avezzano sono più che raddoppiati. Da 10 a 25: si intuisce subito che potrebbe esserci un caso preciso alla base di un aumento tanto rilevante. Tra gli ambienti avezzanesi e sulla stampa si rincorre l’ipotesi che, dopo il contagio di una donna della comunità rom di qualche giorno fa, possa essersi creato un vero e proprio focolaio.

Il Capoluogo ha contattato il commissario prefettizio Mauro Passerotti, per avere informazioni al riguardo. «Si sono rincorse molte voci, in una situazione delicata come quella che stiamo attraversando è anche normale che sia così. Mi sento di rassicurare la città: i casi emersi, alcuni dei quali riferiti alla locale comunità rom, non destano particolari allarmi. Fortunatamente si è avuto modo di accertare avvenuti contagi ed ora è scattato il protocollo previsto per la gestione dei positivi. Positivi che stanno bene e sono in isolamento domiciliare».

«Il numero elevato – conclude il dottor Passerotti – è semplicemente legato al fatto che si tratta di casi tutti correlati tra loro».

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