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Emergenza Coronavirus, solidarietà per il Libraio di Notte

Coronavirus, lieto fine per il Libraio di Notte dopo l'appello di Paolo Fiorucci

Coronavirus, lieto fine per il grido d’aiuto social del Libraio di Notte: dalla solidarietà il punto di ritiro

Tutti gli addetti ai lavori, gli appassionati e i lettori affezionati due giorni fa hanno appreso con amarezza quanto comunicato dal titolare della libreria di Popoli Il Libraio di notte, Paolo Fiorucci, relativamente alle difficoltà di consegna e ritiro per lui dei libri ordinati dai clienti.
Clienti ormai affezionati che seguono Fiorucci da quando, nel luglio del 2018, ha aperto a Popoli questa libreria indipendente che sa di vita, di sogni, ma anche di passione che s’intreccia con la realtà, nei suoi metri quadrati che non sono tantissimi ma sono di certo funzionali allo scopo. Appare così sulla pagina facebook del libraio uno sfogo personale che però diventa di tutti: il problema è che Fiorucci abita a Chieti e non gli è possibile farsi recapitare i libri dalla catena di distribuzione libraria, a 40 km dal negozio, chiuso per decreto. La distribuzione non può o non vuole derogare e così i libri continueranno ad arrivare a Popoli.

Coronavirus, il Libraio di Notte diventa il Tabaccaio di Notte

Parte il tam tam del mondo social e arriva l’annuncio del lieto fine: Il Libraio di notte diventa il Tabaccaio di notte, grazie all’appoggio della Tabaccheria Puccilli in Piazza della Libertà, a Popoli, che si offre di fungere gratis et amore dei come punto di ritiro per i libri ordinati dagli affezionati clienti.
Fiorucci ironizza: «Per un libraio innamorato del Portogallo e di Fernando Pessoa, che nella sua poesia “Tabaccheria” condensò meraviglie, ricevere un soccorso da un’attività simile non è roba da poco.» e ringrazia anche un’altra attività di Popoli, il Mercatino del Cellulare Popoli di Araba Fenice, che in passato ha ritirato e custodito pacchi a livello di favore, in assenza del giovane libraio-artista.

L’impatto sociale del libro, Officina Manunzio

Sì, perché Fiorucci è anche autore e musicista. È una grande prova per lui la quarantena anche per la sua abitudine a organizzare e partecipare ad eventi, ad avere una vita relazionale ricca e soddisfacente. Ma non è finita qui: insieme all’associazione HARP aps di Fontecchio ha presentato il progetto “Officina Manuzio – I mestieri del libro” al concorso “RilanciAmo”, patrocinato dall’Associazione Abrussels. Il progetto è stato selezionato come vincitore del bando di concorso , tra le 22 proposte presentate, “in particolare modo per il potenziale impatto sociale”.
Il progetto ha la finalità di “sottolineare l’importanza della filiera del libro analizzando i passaggi necessari alla realizzazione di un buon prodotto e fornendo un servizio alle case editrici con una ricaduta positiva sia per l’imprenditoria giovanile sia per l’indotto che potrebbe derivare da un sistema di produzione creativa nelle aree interne”.

Libro come bene primario e filiera corta

Del resto Fiorucci ha le idee chiare sulla filiera del libro: «Il libro è un bene primario e in una situazione del genere non possono essere danneggiati i piccoli operatori della filiera libraria (editori, librai, etc). Ispirandomi alla pastorizia 2.0, alle figure di Nunzio Marcelli e Gregorio Rotolo, credo che bisognerebbe ritornare alla filiera corta: dal produttore direttamente al consumatore, bisognerebbe cioè creare una rete che non sia necessariamente la traduzione di “web”, ma una rete di contatti reali per una migliore distribuzione di un bene primario come il libro.»

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