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Ricostruzione in centro, polizia seda la rissa

Ricostruzione privata in centro, nel quartiere San Pietro. Riscontrati abusi edilizi su un palazzo: scoppia la rissa

di Luigi Maria Vigo

Ricostruzione privata e disordini a L’Aquila. Diventa un caso il progetto dei lavori su un palazzo nel quartiere San Pietro.

Ieri, nel corso di un’accesa assemblea pubblica per fare il punto della situazione, l’intervento delle Forze dell’Ordine. Un piano in più, abusivo, costruito prima del 2009, e falso in atto pubblico: le contestazioni sfociano in una rissa. Duro scontro tra uno degli amministratori e l’avvocato interessato, che si ritrova impossibilitato a redigere un verbale.

La vicenda

La storia è complessa e parte dal centro storico dell’Aquila, precisamente nell’antico quartiere di San Pietro. Qui tre proprietari, si separarono dal Consorzio maggiore per velocizzare le procedure di ricostruzione di un palazzo.

Nel 2013 crearono un sub aggregato, continuando ad utilizzare, però, l’ingegnere – Tecnico incaricato – per l’aggregato più grande. Fu lo stesso ingegnere a procedere alla rilevazione del fabbricato ma, nel frattempo, dopo la presentazione della Scheda Parametrica – Parte Prima, il MIBACT aveva posto il vincolo monumentale sul fabbricato.

Nel corso della valutazione della Scheda Parametrica, alcuni rappresentanti del fabbricato sollevarono dubbi sulla legittimità urbanistica degli interventi previsti nel progetto e su quelli realizzati da un altro comproprietario, precedentemente al sisma del 2009. Secondo quanto constatato, infatti, il comproprietario aveva realizzato sul fabbricato un piano in più: aumentando così le superfici, i volumi e modificando le destinazioni d’uso. Il tutto senza aver ottenuto alcun preventivo titolo urbanistico.

A questo punto è sorta una querelle fra i comproprietari, ognuno fermo sulle proprie posizioni. L’avvocato – nella sua qualità di comproprietaria e di legale delle altre comproprietarie – ha subito richiesto l’intervento dell’Ispettorato urbanistico che, coadiuvato dalla Polizia municipale, ha effettuato una verifica sui luoghi, riscontrando la veridicità delle affermazioni dell’avvocato sui lavori abusivi.

I risultati della verifica effettuata sono finiti nel verbale redatto dalle Forze dell’Ordine e inviato alla Soprintendenza, all’USRA, al Genio Civile di L’Aquila e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dell’Aquila, per la valutazione dell’aspetto penale nei confronti del comproprietario responsabile di aver realizzato le opere abusive.

Allo stesso tempo la Soprintendenza trasmise all’Ispettorato Urbanistico del Comune un parere vincolante per ottenere il ripristino dello stato dei luoghi, quindi la demolizione degli abusi commessi. Sarà la Procura ora a dover esprimersi.

Palazzo quartiere San Pietro, assemblea di fuoco: intervengono le forze dell’ordine

Anche l’USRA si è mosso, inviando specifica richiesta all’Amministratore e al tecnico incaricato, affinché fossero presentati documenti probatori inerenti le richieste di modifiche della Scheda Parametrica parte prima, presentate in maniera poco chiara dal Tecnico incaricato, da altro soggetto non autorizzato e dall’Amministratore e, inoltre, consegnando tavole difformi dalla realtà, contribuendo così, in concorso tra loro, alla formazione di un altro reato: il falso in atto pubblico.

Anche il Comune a sua volta aveva diffidato l’Amministratore a presentare la Scheda Parametrica parte seconda entro 15 giorni, a pena di Commissariamento.
A queso punto, se entro il 6 marzo non si adempirà alle richieste del Comune, l’ente procederà senza ulteriore indugio a Commissariare la porzione di aggregato, cercando di ristabilire un corretto iter amministrativo e legale in una materia assai complessa e delicata.

Ieri mattina, 25 febbraio, l’Amministratore aveva convocato un’assemblea, per fare il punto della situazione. L’Avvocato, in tempo utile, aveva invece richiesto una convocazione per trattare, in assemblea, la corposa documentazione relativa agli abusi e i reati emersi a seguito delle ispezioni. Richiesta che l’amministratore ha rifiutato.

Anzi, nel corso dell’assemblea, all’arrivo dell’avvocato – con gli altri due comproprietari assenti – l’amministratore si è rivolto al legale in toni sgarbati e minacciosi, non consentendogli di redigere il verbale di diserzione. L’avvocato allora ha chiamato la polizia, che è accorsa sul posto. Sarà proprio l’avvocato, adesso, a valutare le azioni da compiere per ristabilire le legittime procedure.

Presto sarà interessata anche la Corte dei Conti per la valutazione del danno erariale e saranno avviate le richieste risarcitorie.

Luigi Maria Vigo

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