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Coronavirus, Milano si blinda: la testimonianza di un’aquilana

Milano si blinda per il Coronavirus. La testimonianza al Capoluogo di un'aquilana. "Questa città oggi sembra un deserto".

Milano affronta l’emergenza Coronavirus e si blinda. Scuole, uffici, palestra chiuse, supermercati presi d’assalto in cui comincia a mancare per esempio l’acqua.

Milano, capitale della finanza e della moda affronta il Coronavirus, la più grande emergenza sanitaria dell’ultimo periodo.

Un lunedì semideserto, strade vuote, poche persone in giro. Una situazione di manzoniana memoria; come nel 1630, quando la città si blindò, a causa della peste, che aveva fatto migliaia di vittime.

La testimonianza arriva al Capoluogo da una ragazza aquilana, trapiantata a Milano da anni per motivi di lavoro.

“Milano ha chiuso per il Coronavirus; dalle scuole ai teatri, fino ai musei, ai cinema, ai bar e ai locali notturni dalle 18 alle 6: tutto chiuso per 7 giorni che potrebbero anche diventare 14 in seguito all’ordinanza di Regione Lombardia”, spiega al microfono del Capoluogo.

Questa ragazza vive in una zona centrale del capoluogo lombardo, vicino il palazzo del “Bosco verticale” e piazza Gae Aulenti, posti sempre molto frequentati a ogni ora del giorno e della notte.

Stamattina c’era il deserto. Sotto abbiamo le fermate di taxi, tram e bus e non c’era praticamente nessuno. Questa città, così vivace e dinamica, non si ferma mai, nemmeno la domenica, o nei giorni di festa. Sembra tutto molto strano, ma soprattutto si respira un’aria carica e densa di paura e preoccupazione”.

“L’unico rumore, che non fa altro che aggiungere preoccupazione all’ansia – chiarisce – è quello delle sirene. Ne passa una ogni due minuti, sappiamo benissimo che questa è la normalità, viviamo vicino all’ospedale Niguarda, ma solitamente non ci si fa caso, ma soprattutto durante il giorno siamo a lavoro!”.

“Non sappiamo cosa fare – aggiunge – abbiamo avuto disposizione dal lavoro di rimanere a casa, per cui adesso ci sentiremo per telefono con i colleghi e i capi per capire come gestire la mole di lavoro di questa settimana. Una vera tragedia: a livello umano, psicologico, ma anche sociale, che potrebbe avere delle pesanti ripercussioni a livello economico”.

Infatti, la città ha affrontato la prima emergenza Coronavirus durante uno degli eventi clou nel mondo della moda: la Milano fashion week, una manifestazione che richiama 2 volte l’anno migliaia di persone da ogni parte del mondo con un indotto economico importantissimo.

In città si riversano ogni volta esperti di settore, stilisti, influencer e semplici appassionati. Questa volta la settimana della moda n on ha avuto il solito eco, tra prenotazioni disdette, eventi cancellati o blindati. Come quello di Giorgio Armani per esempio, la cui sfilata era attesissima.

A questo si aggiunge la psicosi collettiva: alcuni supermercati milanesi, soprattutto quelli della catena Esselunga sono stati presi letteralmente d’assalto.

Esselunga milano

“La gente ha comprato quanti enormi di farina, legumi, pasta e carne – spiega ancora – amici e colleghi hanno mandato foto di scaffali vuoti già dalle prime ore di domenica. In alcuni negozi è finita l’acqua e con tanti uffici e banche chiuse, temiamo che possa finire anche il contante nel giro di qualche giorno”.

Intanto, sono state chiuse anche le chiese, l‘arcidiocesi di Milano ha “salvato” funerali e matrimoni ma solo per parenti stretti.

Le istituzioni culturali più importanti della città hanno sospeso gli spettacoli e i cinema la programmazione dei film nelle sale.  Il teatro alla Scala ha sospeso tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo fino a nuove disposizioni delle autorità.

Così come la Pinacoteca di Brera che il 23 febbraio ha chiuso in anticipo, alle 17, e rimarrà chiusa fino al 2 marzo. Sospesi gli spettacoli anche al Piccolo Teatro fino a nuova comunicazione; chiusi poi l’Hangar Bicocca e il museo delle Gallerie d’Italia.

Bar, locali notturni e gli esercizi di intrattenimento dovranno chiudere secondo l’ordinanza regionale dalle 18 alle ore 6.00, mentre non ci saranno limitazioni per i ristoranti.

Anche il monumento simbolo della città, il Duomo, resterà chiuso ai turisti in via cautelativa fino al 25 febbraio.  I fedeli potranno entrare per pregare ma non potranno partecipare alle messe che sono state sospese fino a data da definire, come ha comunicato l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.

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