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Processionaria in anticipo in un inverno mai cominciato

La processionaria ha già fatto la sua comparsa, ma on c'è alcun allarme. Rischi e consigli utili.

L’allarme processionaria questa volta scatta in anticipo. Non ha aspettato la primavera l’insetto che riempie i rami alti nelle pinete non lo ha fatto neanche a L’Aquila.

Le temperature, generalmente più calde, della stagione invernale hanno favorito la produzione della processionaria, il lepidottero che danneggia il fogliame delle pinete e che potrebbe essere potenzialmente pericoloso per uomini e animali.

C’è la processionaria, quindi – e non è di certo una novità – ci sarà logicamente anche a primavera. Non ci sono, però, allarmi. «La processionaria si manifesta frequentemente, soprattutto a ridosso della stagione primaverile. Non c’è, però, da allarmarsi: per evitare di subire conseguenze l’importante è prestare attenzione. L’uomo deve stare attento ad evitare il contatto. Così fanno spontaneamente gli animali, soprattutto i cani che magari si trovano a spasso nelle pinete, accompagnati dai propri padroni», spiega il veterinario  Pierluigi Imperiale.

«Il rischio è minimo – precisa Imperiale – Inoltre gli animali hanno il loro istinto che li porta naturalmente a stare attenti a questo formazioni». Inoltre, qualora si volesse intervenire si dovrebbe mettere in atto la cosiddetta potatura selettiva, operazione particolarmente costosa. «Non è necessario potare i rami infestati, anche perché la processionaria si attacca quasi esclusivamente ai rami più alti. Quindi non è così probabile entrare in contatto con essi e un eventuale danno si subisce solo dopo contatto con la pelle».

Naturale è, invece, la formazione prematura rispetto alla soglia primaverile che vede in genere le infestazioni nelle pinete. Il ritardo dell’inverno e le temperature più alte della media stagionale hanno agevolato la produzione della processionaria.

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