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Addio a Flavio Bucci, attore legato al Tsa

Lutto per la scomparsa dell'attore Flavio Bucci, celebre la sua partecipazione al film Il Marchese del Grillo, legato artisticamente al Tsa.

Lutto nel mondo del cinema e del teatro italiano per la scomparsa del noto attore Flavio Bucci.

Flavio Bucci, scomparso all’età dei 72 anni, era l’irriverente Don Bastiano nel celebre Il Marchese del Grillo, in cui ha recitato accanto ad Alberto Sordi, ma soprattutto notevole e raffinato attore di teatro legato da una lunga carriera alle spalle, con un percorso che lo ha visto intrecciato anche con il Teatro Stabile d’Abruzzo.

Una vita intensa, quella di Flavio Bucci, tra tv, cinema e teatro; dove ha lavorato con i più grandi del secolo scorso.

Come per sua stessa ammissione, Flavio Bucci ha condotto una vita non solo intensa, ma anche al limite, dissipando negli anni molti dei suoi averi, tanto da essere costretto a vivere in una casa famiglia.

Irriverente come il “suo” Don Bastiano nel Marchese del Grillo, che fino all’ultimo dei suoi giorni, anche poco prima di essere decapitato, non le aveva mandate a dire, né al Pontefice, né a Napoleone.

“Ho speso 7 miliardi in cocaina – aveva detto in una intervista al Corriere della Sera – ma non ho rimpianti. La vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?”.

Il cordoglio del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, per la scomparsa di Flavio Bucci, che lo ha ricordato proprio partendo dal Marchese del Grillo.

E voi, abituati ad abbassare la testa davanti ai potenti, inchinatevi davanti a uno che la testa l’ha abbassata solo davanti al boia. Il celeberrimo e straordinario monologo di don Bastiano nel Marchese del Grillo è l’epitaffio ideale per un attore geniale, inquieto e ribelle come Flavio Bucci“.

“Interprete di talento e di spessore sia nel cinema che a teatro, – ha proseguito Biondi – divorato dal suo stesso genio e dalla sua inquietudine, ha attraversato le scene regalando al pubblico la sua forza interpretativa dirompente, graffiante, fuori dagli schemi così come la sua vita”.

La nostra città lo ricorda per il suo rapporto con il Teatro stabile d’Abruzzo, lui, che in teatro era nato con lo Stabile di Torino, negli anni del più fecondo sperimentalismo e della migliore avanguardia”.

All’Aquila Flavio Bucci è tornato più volte, con spettacoli indimenticabili, calcando la scena con il carisma della sua maschera, della sua gestualità potente, con l’irriverenza del genio che sa di percorrere le strade della forma artistica più sacra ed effimera, quella del teatro, che vive nell’istante irripetibile del suo qui e ora. Per quello che ha saputo regalarci lo vogliamo ricordare con gratitudine ed affetto, perché una città di cultura fiorisce dal germoglio dei grandi che l’hanno amata“.

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