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Crollo Convitto, chiesto risarcimento milionario

Un milione di euro, questa la richiesta di risarcimento da parte dei familiari di Ondrey Nouzosky, giovane studente di Praga, in vacanza premio all'Aquila, morto nel crollo del Convitto la notte del 6 aprile 2009.

1 milione di euro, questa la richiesta di risarcimento degli eredi di un ragazzo morto la notte del 6 aprile 2009 nel crollo del Convitto.

A 11 anni quasi dalla notte del terremoto del 6 aprile arriva la citazione per danni, intentata dai familiari di Ondrey Nouzosky.

I familiari del ragazzo morto sotto le macerie del Convitto Nazionale hanno presentato una richiesta di danni non patrimoniali per un milione e 220mila euro a carico di coloro che dalle sentenze precedenti sono stati individuati come i responsabili.

Per il crollo del Convitto sono stati tirati in ballo Provincia, quale ente titolare del palazzo crollato, il ministero dell’Istruzione, l’ex dirigente della Provincia, Vincenzo Mazzotta e l’ex preside del Convitto, Livio Bearzi, già condannato a 4 anni di carcere per omicidio colposo plurimo e disastro colposo, poi graziato dal presidente della Repubblica.

Bearzi fu condannato per non aver voluto evacuare l’edificio nell’imminenza delle scosse del 6 aprile 2009 dicendo che non era nei suoi poteri.

La Provincia, tramite delibera, ha deciso di opporsi in giudizio con una specifica delibera nominando un avvocato del Foro di Roma. L’udienza è prevista per il prossimo 16 marzo davanti al tribunale civile.

Ondrey si trovava all’Aquila, al Convitto, per un viaggio premio con altri due compagni. Aveva lontane origine trentine ma era nato e risiedeva vicino Praga, dove studiava in un istituto tecnico. Con lui è morta sotto le maceria anche Marta Zelena; non si sa ancora se i familiari di quest’ultima hanno fatto richiesta per un risarcimento.

I familiari del giovane vennero a sapere della disgrazia tramite ambasciata; in un primo momento, forse presi dal dolore, non fecero nulla, dal punto di vista della richiesta di risarcimento.

Come riporta Il Centro, per le vittime del crollo del Convitto non è la prima richiesta di risarcimento; anche i genitori di Luigi Cellini, il ragazzo di Trasacco morto quella notte, avevano fatto anni fa una richiesta di danni.

 

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