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Ricostruzione scuole, Il Passo Possibile chiede il Commissariamento del Comune

Ricostruzione scuole, Il Passo Possibile: "Chiediamo che il Governo prenda la saggia decisione di commissariare con il MIUR, il Comune, che si è rivelato incompetente"

Dopo svolta della ricostruzione scuole a L’Aquila – con l’accelerazione nel processo ottenuta dal sindaco Biondi – arriva la dura presa di posizione dei consiglieri del Il Passo Possibile, che chiedono il commissariamento del Comune.

“La ricostruzione delle scuole deve prendere quell’impulso che gli studenti, i docenti, le famiglie chiedono da troppi anni a gran voce e che non ha beneficiato di risultati neanche allorquando il Governo ha permesso di accedere a procedure semplificate (procedura negoziata con minimo cinque imprese sulla base di un progetto definitivo) sulla base dell’accordo del 2018 tra Comune, Anac e Provveditorato“, scrivono in una nota stampa.

“Altrettanto con chiarezza chiediamo che il Governo prenda la saggia decisione di commissariare con il MIUR, come del resto sembra emergere dai resoconti degli incontri a Roma, il Comune che pur avendo in cassa stanziamenti e a disposizione norme semplici e rapide, si è rivelato incapace e incompetente, per giunta scaricando sull’Ufficio dello Stato responsabilità esclusivamente sue; basta leggersi per questo, l’accordo siglato e la censura dell’Anac proprio nei confronti del Comune stesso”.

“Biondi mente quando scansa le sue colpe e alza una cortina fumogena per nascondere le sue responsabilità: la Celestino V e la Pettino-Vetoio sono scuole che in base all’accordo, hanno importi sotto la soglia comunitaria e pertanto il Comune avrebbe dovuto curare il progetto preliminare (e tutti gli altri adempimenti scritti all’art. 4, come i pareri, la verifica e la validazione dei progetti) invece di scaricare tali incombenze sull’accomodante Provveditorato solamente a metà novembre, cioè a poco più di un mese dalla scadenza di legge e, dunque, con tempi talmente ristretti da rendere inattuabile qualsiasi azione, come poi scritto dalla stessa ANAC”.

“Per giunta la scuola Giovanni XXIII che il sindaco dichiara di aver inviato al Provveditorato (anche se non si capisce cosa abbia realmente inviato) senza ricevere risposta, fa parte del gruppo di interventi sopra soglia comunitaria che non possono beneficiare di alcuna deroga, tanto che lo stesso Ufficio dello Stato è tenuto a seguire l’ordinarietà prevista dalle direttive europee per siffatti interventi. In pratica il Comune non ha fatto quello che doveva fare, ma rivendica quello che invece non era nelle sue competenze: da qui la necessità di porre la parola fine a questo balletto quotidiano e imprimere un colpo d’ala deciso commissariando l’Ente locale”.

“Poco importa chi sarà il soggetto attuatore di tali procedure, sia esso il Provveditorato alle Opere Pubbliche o Invitalia, l’importante è fare bene, seriamente e recuperare il tempo perso. Per ora bisogna registrare che le uniche scuole in ricostruzione sono la Mariele Ventre di Pettino e la Taranta di Arischia, partite grazie alla giunta Cialente e senza alcuna deroga di semplificazione”, concludono.

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