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Albania, piena emergenza sisma: l’aiuto dell’Abruzzo

Continuano le operazioni dei soccorritori in Albania, giunti anche dall'Abruzzo. La Protezione Civile è pronta a partire. È emergenza.

L’AQUILA – C’è solo l’Adriatico a separare Italia e Albania, in piena emergenza sisma. Il terremoto ha messo in ginocchio un paese intero, con la sua gente. L’Italia è partita in soccorso della popolazione. Anche l’Abruzzo ha risposto presente.

Martedì pomeriggio l’autorizzazione, da parte del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, al Dipartimento regionale della Protezione Civile per mettersi a disposizione del Dipartimento nazionale, nell’eventualità di una richiesta d’intervento. Nel dettaglio, la richiesta – finora giunta al Dipartimento nazionale – riguarda l’allestimento di una tendopoli in grado di ospitare 250 terremotati.

Albania, la Protezione Civile d’Abruzzo non è ancora partita

Per quanto riguarda la Regione Abruzzo una delegazione, composta da 60 persone, tra personale del servizio di emergenza della protezione civile regionale e volontari, dal momento dell’autorizzazione è pronta a partire nell’arco di 24 ore, a seguito di una eventuale chiamata, al momento non giunta.

Sul territorio nazionale sono partite finora colonne della protezione civile di Molise e Puglia. Oltre a personale medico della regione Lombardia. 

Dall’Abruzzo, direzione Albania, lo snodo principale per la partenza dei soccorsi è costituito dall’Interporto di Avezzano, struttura di proprietà regionale, divenuto Centro Operativo Emergenza – COE – e coordinato dalla Protezione Civile nazionale.

All’interno dell’Interporto sono ospitati, tra gli altri, la Protezione Civile, il Soccorso Alpino e la Croce Rossa. Proprio due volontari della Croce Rossa sono partiti da Avezzano. Si tratta di due soccorritori del comitato di Cepagatti, che hanno raggiunto il centro di Durazzo. 

croce rossa
croce rossa
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Due, invece, le squadre di soccorritori della Croce Rossa partite da Avezzano. Soccorritori provenienti da fuori regione. Una colonna è partita la mattina dopo il sisma, la seconda è partita giovedì 28 novembre.

«Stiamo stabilendo un ponte di aiuti – ha spiegato alla redazione del Capoluogo Simone Mondini, responsabile della struttura per la Croce Rossa Italiana. «Quando ci viene chiesto un certo tipo di aiuto o materiale ci mettiamo automaticamente in moto. Tutto il coordinamento, comunque, è a capo del Dipartimento di Protezione Civile».

Fronte Vigili del Fuoco. Nessun pompiere è partito dall’Abruzzo, che ha partecipato alle attività di soccorso inviando, da Teramo, un SAPR, aeromobile a pilotaggio remoto o APR, comunemente detto drone.

Le operazioni di soccorso si stanno svolgendo in condizioni di difficoltà, a causa delle continue scosse che si ripetono con epicentro sulla costa settentrionale dell’Albania e del tempo che, almeno nella serata di giovedì, non è stato clemente. Un violento temporale si è abbattuto su Tirana, ostacolando le attività degli uomini impegnati nelle ricerche e nei soccorsi.

tendopoli durazzo
Terremoto Albania

Il bilancio dei morti, intanto continua inevitabilmente a salire. Sono 49 le vittime secondo gli ultimi dati ufficiali. Trovati la scorsa notte da soccorritori italiani una madre con i suoi tre figli, ormai privi di vita. 

Il Capoluogo si è collegato ieri, venerdì 29 novembre, in diretta con l’avvocato Agron Sefaj, residente in Albania con la sua famiglia. Il collegamento a due passi da una delle numerose tendopoli allestite per permettere ai residenti di dormire all’interno delle tende, lasciando le proprie abitazioni dove si sentono insicuri.

 

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