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Carlo Maria Marchi, Pescatori di orme: voci e storie di vita

Pescatori di Orme di Carlo Maria Marchi, vincitore del Premio per l'Editoria abruzzese. La storia, vera, di un padre che ricerca suo figlio. L'intervista.

L’AQUILA – Carlo Maria Marchi, penitenziarista e docente universitario, scrittore per passione, presenta Pescatori di Orme, la sua ultima fatica letteraria.

Ospite negli studi del Capoluogo, Carlo Maria Marchi parla a tutto campo della sua nuova pubblicazione, la nona, intervistato da Andrea Giallonardo. 

Carlo Maria Marchi ha già all’attivo pubblicazioni scientifiche e narrative. Pescatori di Orme è «la ricerca di un figlio da parte di suo padre. Quest’uomo si rifugia dapprima in un piccolo centro sul mare, poi comincia un viaggio su un peschereccio, per immergersi nelle voci del silenzio», spiega l’autore.

Un libro valso il primo posto nel premio per l’editoria abruzzese. 

Proprio durante il viaggio, però, questo padre, Vito Mango, incontrerà molti personaggi. «A nessuno di essi do un nome di battesimo. Li contraddistinguo con nomi esemplificativi, la ‘mamma troppo presto’ ad esempio».

Pescatori di Orme e gli altri lavori di Carlo Maria Marchi non sono frutto della fantasia di scrittore del professore, tutto il contrario, Lo precisa lo stesso autore: «Tutto ciò che ho scritto è vero. In tutti i miei libri non ho mai lavorato di fantasia. Quindi dietro i racconti su Vito Mango – l’unico personaggio che ha un nome reale – si nasconde un certo tipo di cammino che io stesso ho fatto», dichiara Carlo Maria Marchi.

Tra i personaggi descritti nel libro ce ne sono alcuni dalle storie molto difficili. Basti citare la storia di Jamila. «L’ho conosciuta a Lampedusa. È una bambina che si è imbarcata in Libia, arrivava dal centro Africa. Durante il viaggio per arrivare in Italia ha perso la sua mamma. Quando l’ho incontrata lì a Lampedusa mi ha raccontato la sua storia, così, in maniera spontanea. Una storia raccontata con tutta la semplicità che caratterizza una bambina».

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