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Bimbi prematuri, la giornata mondiale

Giornata Mondiale dei Bimbi Prematuri. Nel 2019 mille nati in meno in Abruzzo rispetto al 2018, ma non diminuiscono le nascite dei prematuri.

L’AQUILA – Mille nati in meno in Abruzzo nel 2019, rispetto al 2018. La giornata mondiale dei neonati prematuri arriva in contemporanea con dati che, seguendo il trend nazionale, testimoniano una denatalità ormai comune.

Al San Salvatore oggi, in occasione della Giornata dei bimbi prematuri, nel pomeriggio – oltre alle festa in sé – sarà regalato un massaggio osteopatico ai piccoli, per insegnare alle mamme come praticarlo correttamente.

Se l’Abruzzo, allora, perde quasi mille nati, il numero dei bambini prematuri non accenna a diminuire. L’Aquila e l’Ospedale San Salvatore non fanno eccezione.

Tante le ragioni che spiegherebbero queste cifre. Basti pensare agli innumerevoli problemi che possono alterare una gravidanza, ad un qualsiasi rischio infettivologico, che può essere scatenato anche da un banale raffreddore. Ad influire, però, spesso è l’età avanzata di una donna che sta attraversando una gravidanza. Un fattore che, statisticamente parlando, aumenta notevolmente il rischio di una nascita prematura.

«Oggi le donne vengono seguite meglio rispetto al passato, nel corso dei 9 mesi di durata di una gravidanza. Il numero dei nati prematuri, però, è rimasto pressoché invariato. Questo perché i controlli vanno fatti, ma non bastano a diminuire i rischi di una nascita anticipata rispetto ai tempi previsti. E sono numerose le cause all’origine della prematurità: dalle infezioni a cui è esposto il feto, all’età della donna incinta. Senza dimenticare, poi, la concreta possibilità di nati prematuri quando la gravidanza sia il frutto di pregresse cure per l’infertilità».

A parlare è Sandra Di Fabio, direttrice del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Aquila e membro della Onlus “L’aquila per i più piccoli”, nata all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009.

Quali sono i problemi che, in generale, si presentano nei nati prematuri?

«La prima criticità è legata all’immaturità del polmone, che genera insufficienze respiratorie», spiega la dottoressa Di Fabio. «Un bambino nato prematuro viene spesso intubato e assistito mediante ventilazione. Poi ci sono le problematiche legate alle infezioni e, a seguire, possono purtroppo presentarsi problemi di sviluppo neurologico o psico-comportamentale. Il danno neurologico può portare gravi conseguenze».

In occasione della giornata internazionale dei bimbi prematuri tutte le terapie intensive organizzano manifestazioni speciali. A Roma, mercoledì, si è tenuto un evento nazionale per parlare delle strategie mirate all’ottimizzazione della riabilitazione del neonato prematuro. «Sicuramente – conclude la dottoressa Di Fabio – si dovrebbe organizzare un follow-up neuro psico-comportamentale, almeno fino a sei anni, con figure specifiche che seguano lo sviluppo e la crescita del nato prematuro. Speriamo di poter implementare questo servizio anche qui a L’Aquila».

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