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Vertenza San Raffaele Sulmona, posti di lavoro e servizi a rischio

Vertenza dei lavoratori e un tavolo aperto dal sindaco AnnaMaria Casini per scongiurare i licenziamenti alla clinica San Raffaele di Sulmona.

I lavori della casa di cura San Raffaele di Sulmona sul piede di guerra per scongiurare le procedure di licenziamento collettivo avviate dalla Società lo scorso 8 ottobre.

Posti di lavoro a rischio nella casa di Cura di San Raffaele a Sulmona a causa del mancato adeguamento del budget da parte della Regione Abruzzo, rispetto alle prestazioni erogate in regime di accreditamento dall’unità spinale.

La casa di cura San Raffaele opera in regime di convenzione; una sorta di fiore all’occhiello della Valle Peligna per quanto riguarda alcune prestazioni sanitarie come appunto l’unità spinale, ritenuta di altissima complessità, unica in tutto l’Abruzzo, non in concorrenza con la sanità pubblica.

Per quanto riguarda l’unità spinale, la Clinica San Raffaele assicura in regime di accreditamento con il servizio sanitario pubblico con 25 posti letto che vengono occupati anche da pazienti che vengono a curarsi da fuori regione, generando introiti finanziari per la Regione Abruzzo.

Ieri, martedì 12 novembre, c’è stata già una prima assemblea per discutere della procedura che riguarda 11 dipendenti di vari profili professionali.

Oggi invece, mercoledì 13 novembre, è previsto un incontro convocato dal sindaco di Sulmona, AnnaMaria Casini, al quale sono stati invitati l’Assessore Regione alla Sanità, Nicoletta Verì, i consiglieri regionali, gli assessori e i consiglieri comunali del territorio peligno, insieme a una delegazione dei lavoratori.

Il Capoluogo.it ha sentito la voce del sindaco Casini, preoccupata per la situazione dei “suoi” lavoratori e dell’azienda San Raffaele in generale.

Parliamo di posti a rischio, di persone, in un contesto come il nostro, quello delle aree interne, già fiaccato non solo dagli eventi ma dal conseguente spopolamento e dalle gravi difficoltà economiche che tutti conosciamo“, ha spiegato il primo cittadino di Sulmona.

“Questa riduzione del personale paventata porterà due danni irreparabili: occupazionale e anche a livello sanitario, perchè ovviamente comporterà la riduzione di un servizio extra regionale, punto di riferimento per il Centro Italia per migliaia di pazienti”, chiarisce.

Si chiede da anni un adeguamento – spiega – che per vari motivi dalla Regione Abruzzo è stato sempre rimandato. Adesso non si può più tergiversare. La San Raffaele a inizio 2019 ha aspettato l’insediamento del nuovo asset regionale, ma adesso, siamo a fine anno e tempi ed esigenze stringono“.

Per il primo cittadino di Sulmona, “è inaccettabile pensare di perdere posti di lavoro e servizi sanitari importanti. Tutto questo significa dare una ‘mazzata’ al tessuto economico e sociale non solo di Sulmona ma di tutta la Valle Peligna in generale, relegando un territorio operoso come il nostro  a fanalino di coda nel contesto abruzzese”.

“Speriamo, che l’incontro di questa mattina sia definitivo e che possa chiarire impegni e soluzioni da parte della Regione Abruzzo. Non si può lasciar correre proprio sulla sanità. Posti di lavoro ed efficienza nelle prestazioni ai malati sono due capisaldi che qualificano un territorio a 360°. Soprattutto, risolvendo l’adeguamento, la San Raffaele potrebbe fare anche altri investimenti di natura provata per migliorare la qualità dei servizi offerti”, conclude il sindaco Casini.

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