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Postepay, la truffa corre sul filo del conto corrente

La truffa della Postepay miete vittime tra gli aquilani; decine le segnalazioni di tentativi di truffa tramite il sistema del "phishing".

Una truffa che attacca la Postapay, il bancomat legato alle Poste Italiane e che passa dal phishing.

Una storia “vecchia” quella delle truffe tramite il sito delle Poste ma che sta flagellando decine di correntisti aquilani, soprattutto anziani, che proprio in questi giorni hanno visto recapitarsi email e messaggi sul telefonino “anomali”.

Decine le segnalazioni in questi giorni alla redazione del Capoluogo.it. Le vittime sono prevalentemente anziani, persone sole, facilmente attaccabili e oggetto delle attenzioni di malviventi e truffatori.

Nell’ultimo periodo i tentativi di truffa ai danni dei clienti di Poste Italiane in possesso di una carta ricaricabile PostePay sono aumentati a dismisura. I messaggi ricevuti per email o sms sono quasi sempre gli stessi.

Purtroppo, non tutti riescono a tutelarsi, qualcuno si è trovato con il conto corrente svuotato.

Qualcuno però è riuscito ad avere giustizia, come nel caso di un uomo di Lecce che ha fatto valere i suoi diritti in tribunale e ha ottenuto una sentenza destinata a fare giurisprudenza: quella della seconda sezione civile del Tribunale di Lecce che ha condannato Poste Italiane a risarcire integralmente la vittima di phishing.

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza, dal momento che c’era già stato un primo grado dinanzi al Giudice di Pace che, conformandosi alla giurisprudenza dominante in materia, aveva dato torto al titolare della Postepay.

Per il Giudice di Pace si trattava quindi di una frode informatica, liberando Poste Italiane da ogni responsabilità.

Inoltre, il Giudice di Pace aveva sottolineato come le proprie credenziali non devono essere fornite a nessuno.

Non solo un consiglio, ma anche clausola contrattuale inserita da tutti gli istituti di credito nei contratti di stipula.

Il meccanismo alla base della truffa riguarda sempre il solito phishing, il malvivente prova a contattare un ipotetico cliente di Poste Italiane inviando un messaggio di posta elettronica o contattandolo tramite un SMS testuale direttamente sullo smartphone.

Si parla di  phishing quando il titolare di un conto corrente riceve una e-mail con cui gli viene chiesta la password della sua carta bancomat ed egli la fornisce credendo che la richiesta provenga dalla sua banca, password che poi, finisce nelle mani di ignoti che operando on line, una volta procuratasi la chiave del conto bancario fornita dall’ignaro titolare, lo ripuliscono del denaro depositato.

Nel caso delle persone anziane è molto più facile alla fine raggirale: viene chiesto di bloccare il conto, si promette un premio o si chiede semplicemente di cambiare una password, premendo un link all’interno della mail.

Coloro che lo faranno verranno difatti “catapultati” in un sito che nella realtà dei fatti non ha nulla a che vedere con il mondo “reale” di Poste Italiane e PostePay, sebbene ne abbia assunto le sembianze.

Non è il sito ufficiale, ma un clone ben confezionato al quale verranno consegnati i propri dati personali, le credenziali di accesso, che finiranno in mano a gente senza scrupoli.

phishing

Il primo campanello di allarme comunque, sia che si tratti di una mail che di un messaggio sono i contenuti: spesso ci sono errori di grafia, i colori del font sono sbiaditi in alcuni punti e non sono scritti in un italiano corretto.

In ogni caso, per evitare le truffe, Poste Italiane sta cercando di proteggere i propri utenti veicolando dei messaggi e con l’attivazione di nuovi servizi legati alla sicurezza.

PostePay: ecco come Poste Italiane cerca di proteggere gli utenti

Per proteggere le carte ricaricabili degli utenti di Poste Italiane, l’azienda ha deciso di attivare un nuovo servizio, chiamato SMS Alert, con il quale viene offerta la possibilità (pagando un corrispettivo fisso a messaggio ricevuto) di ricevere SMS direttamente sul proprio smartphone, tutte le volte che è stata registrata una spesa con la carta collegata.

In questo modo si sarà sempre aggiornati sul singolo centesimo sborsato, in modo da evitare lo svuotamento del credito residuo e tutto ciò che ne deriva.

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