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Vigili del Fuoco morti, Triches era tra gli eroi del sisma Centro Italia

Chi erano i Vigili del Fuoco che hanno perso la vita nell'esplosione della cascina a Quargnento. Triches tra i soccorritori del sisma Centro Italia.

L’AQUILA – Erano originari di Alessandria e di Reggio Calabria, i tre vigili del fuoco rimasti uccisi nell’esplosione della cascina a Quargnento.

Uno di loro, Marco Triches, 38 anni, fu soccorritore nel terremoto che colpì Arquata del Tronto. Arrivò sul tappeto di macerie per aiutare le popolazioni colpite.

Si indaga sulla pista dell’incendio doloso, che ha ucciso tre vigili del fuoco, ferendo in modo grave altri due pompieri ed un carabiniere. Sul posto sono stati trovati particolari che ricondurrebbero ad alcuni inneschi installati sulle bombole del gas saltate in aria. Oltre ad un timer, per comandare le esplosioni, avvenute a distanza di un’ora circa l’una dall’altra.

Tra le principali ipotesi di indagine si valutano: la vendita della cascina, da tempo abbandonata – messa all’asta per 750mila euro, ma senza offerte pervenute per l’acquisizione – e l’ipotesi del risarcimento assicurativo. Si valuta anche il rapporto di dissidi tra il proprietario della struttura e suo padre.

Chi erano i tre vigili del fuoco morti nell’esplosione della Cascina ad Alessandria

Si chiamavano Matteo, Marco e Antonio, erano giovani e dediti al loro lavoro. Quel lavoro che si è all’improvviso trasformato in una trappola, di fuoco e macerie, spegnendo le loro giovani vite.

Matteo Gastaldo, 46 anni, era di Alessandria. Viveva nella vicina Gavi con la sua compagna e la sua bambina. È stato l’ultimo ad essere estratto dalle macerie. Sei anni fa aveva collaborato con il collega Marco Triches alle operazioni di soccorso per salvare una donna, che aveva tentato di gettarsi in un pozzo.

Marco Triches, anche lui di Alessandria, aveva 38 anni e una moglie. Appassionato di fotografia, viveva a Valenza. Fu tra gli eroi del sisma del Centro Italia.

Antonio Candido era il più giovane, 32 anni. Tutti lo chiamavano Nino, soprattutto a casa sua, l’amata Reggio Calabria. La passione per il lavoro del Vigile del Fuoco l’aveva ereditata dal papà, Angelo Candido, capo reparto in servizio a Reggio Calabria. Era sposato da poco più di un anno.

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