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Sclerosi multipla, il calvario di una paziente di Avezzano

Il calvario presso l'Uvm di Avezzano per una paziente affetta da sclerosi multipla alla quale da due anni viene negata qualunque tipo di assistenza.

La sclerosi multipla è devastante, spezcie se a questa è associato anche il calvario di una sanità non adeguata alle esigenze del malato.

Come nel caso di una donna di Avezzano, affetta da sclerosi multipla progressiva che, da circa 2 anni, non riesce ad eseguire alcuna terapia, nè domiciliare, nè in una struttura residenziale.

La denuncia in redazione arriva da Roberto Montagnani, segretario Provinciale Confsal-Com (Confederazione europea dei sindacati indipendenti).

“Fino al 2017 la signora poteva usufruire, previa valutazione dell’Uvm, del ricovero in strutture sanitarie specializzate per le terapie inerenti la malattia di cui è affetta e tale ricovero era a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale senza aggravio di costi per l’utente. Dal giugno 2017 alla signora non viene eseguita alcuna terapia nè domiciliare, né in struttura residenziale, con ulteriore aggravio delle condizioni fisiche”, spiega Montagnani.

“Nonostante ripetute richieste e solleciti per continuare a usufruire del servizio, la struttura preposta comunica alla persona interessata che la prestazione sarebbe stata a pagamento. Più precisamente l’utente deve anticipare il pagamento, tutto ciò perché sul foglio di autorizzazione da parte del responsabile dell’Uvm di Avezzano, c’è scritto per motivi pretestuosi e privi di logica la parola MANTENIMENTO”, continua.

“Successivamente è stato proposto un ricorso ex art. 700 nei confronti della ASL e il Tribunale di Avezzano ha dato ragione alla ricorrente producendo un dispositivo di urgenza contro l’Azienda Sanitaria al fine di autorizzare il ricovero senza spese in attesa della sentenza definitiva. Sembrerebbe che nella situazione della signora si troverebbero tanti cittadini che con patologie più o meno gravi si vedono negati servizi importanti per la propria sopravvivenza”, continua.

“Questa organizzazione sindacale si augura che, dopo la magistratura, anche l’assessore regionale alla Sanità prenda gli opportuni provvedimenti nei confronti della struttura sanitaria Uvm, al fine di ristabilire una corretta erogazione dei servizi sanitari sanciti dalla legislatura vigente senza penalizzare ulteriormente i cittadini affetti da patologie gravi”, conclude.

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