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Scontrino elettronico: c’è l’obbligo ma non i registratori di cassa

Due mesi all'obbligo dello scontrino elettronico: ma i nuovi registratori di cassa dove sono? Le reazioni: spunta la richiesta di una proroga al Ministero.

L’AQUILA – Lo scontrino elettronico si avvicina, per artigiani e commercianti, presto chiamati a fare i conti sì, ma con i nuovi registratori di cassa. Spunta, però, l’ipotesi di una proroga dell’obbligo.

Lo scontrino elettronico fa parte del pacchetto di novità introdotte dal Decreto Fiscale 119 del 2018. Modalità già partita all’interno di numerose attività commerciali, che, tuttavia ha messo in subbuglio l’intero mondo legato ad artigianato e commercio.

L’obbligo di adeguarsi all’emissione di scontrini elettronici, attuabile solo mediante l’utilizzo di nuovi moderni registratori di cassa, infatti, mette i commercianti di fronte a una nuova spesa. Spesa che ha già fatto scattare la polemica tra le fila della categoria.

Il passaggio allo scontrino elettronico – obbligatorio a partire dal primo gennaio 2020 – consentirà al registratore di cassa di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente, all’Agenzia delle Entrate, i dati sui guadagni giornalieri.

Scontrino elettronico e nuovi registratori di cassa, la posizione delle associazioni di categoria

Mancano due mesi, poi si dirà addio al comune scontrino cartaceo. Artigiani e commercianti saranno pronti ad adeguarsi? 

«I commercianti – spiega Carlo Rossi, direttore di Confesercenti L’Aquila – dovranno o dotarsi del nuovo registratore di cassa o adeguare quello in loro possesso. Si tratterà quindi di un vero e proprio adeguamento strutturale relativo all’attività, anche in vista della novità legata alla Lotteria degli scontrini, prevista per incentivare la clientela a richiedere il regolare scontrino di avvenuta vendita e pagamento».

«Molti tra i commercianti, inoltre, hanno sostituito da poco la cassa. C’è chi si è recentemente dotato di un nuovo moderno registratore, ma, anche in tal caso, questi strumenti dovranno essere adattati, poiché non sono comunque in grado di trasmettere telematicamente i dati sui corrispettivi di giornata all’Agenzia delle Entrate».

Nuovo registratore di cassa: problemi e ipotesi proroga

Se le difficoltà economiche vanno ad incidere soprattutto sulla fetta dei piccoli artigiani, d’altro canto si è davanti ad un generale ostacolo tecnico. 

«Il problema vero – ha precisato Carlo Rossi alla nostra redazione – è che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora comunicato le specifiche tecniche relative ai nuovi registratori di cassa. Cioè indicazioni e modalità inerenti la sostituzione o l’aggiornamento degli strumenti. Per questo abbiamo intenzione di chiedere, come Confesercenti nazionale, un rinvio di almeno sei mesi per il passaggio obbligatorio allo scontrino elettronico».

Non si tratta della prima richiesta di proroga. Proprio Confesercenti, infatti, qualche mese fa, aveva già inoltrato al Ministero la richiesta di far slittare l’obbligo dello scontrino elettronico a gennaio 2020, invece che a luglio 2019, segnalando “l’impatto immediato del passaggio, in particolare sulle imprese turistiche,  contemporaneamente all’inizio del periodo più intenso della stagione estiva“.

«Abbiamo raccolto dei dati che testimoniano come sia difficile reperire questi nuovi registratori all’avanguardia, abilitati cioè allo specifico servizio di memorizzazione elettronica e trasmissione immediata dei dati sui guadagni. Inoltre risulta indefinita, almeno al momento, la modalità in cui sarà organizzata la prossima Lotteria degli Scontrini».

Vicino lo scontrino elettronico, allora, meno vicini i nuovi registratori di cassa. Eppure molti già li utilizzano quotidianamente all’interno delle proprie attività commerciali. Ovvero i soggetti con volume d’affari superiore a 400mila euro, per i quali l’obbligo è scattato dallo scorso primo luglio 2019.

Scontrino elettronico, serve più tempo?

«Per aggiornamenti e investimenti di spesa le aziende hanno bisogno di più tempo. Come Confesercenti, a livello territoriale, stiamo inoltre cercando di stipulare delle convenzioni per aiutare le aziende ad orientarsi, di fronte a questo cambiamento. Inutile spiegare che per molti commercianti ed artigiani la spesa equivale ad un’ulteriore penalizzazione, che va a gravare sul bilancio in un momento non così positivo».

«Resta lo sgravio fiscale del Credito d’Imposta. Un bonus del 50% per l’acquisto dei nuovi registratori di cassa, che può essere richiesto per le spese sostenute nel 2019 e 2020. Indennizzo per un massimo di 250 euro, finalizzato all’acquisto del nuovo registratore, e fino ad un massimo di 50 euro, per l’adattamento del registratore esistente alla modalità telematica. Si tratta, senz’altro di un aiuto, ma non è sufficiente».

 

 

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