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Incubo sulla A14, viadotti a una corsia e auto in fila per ore

Oltre 15 chilometri di coda sulla A14, il rientro dal ponte di Ognissanti diventa un incubo.

Viadotti sequestrati sulla A14, il ponte di Ognissanti diventa un incubo per le lunghe file. La Cna-Fita: “Accelerare la riapertura”.

Giornata da incubo quella di ieri per gli automobilisti in transito sulla A14. Il traffico del rientro dal ponte di Ognissanti, unito alla percorrenza a una sola corsia dei viadotti del tratto Pescara sud – Porto Sant’Elpidio, ha provocato code chilometriche, con tempi di percorrenza “biblici” che hanno causato numerosi disagi per automobilisti e trasportatori. Ben 15 i chilometri di coda segnalati nella prima serata, in entrambe le direzioni. Il traffico da bollino nero, infatti, si è trasformato in un consistente blocco all’altezza dei viadotti, colpiti da decreto di sequestro preventivo della Procura di Avellino, a seguito dell’indagine sulla strage del bus del 2013. Risultato, carreggiate dimezzate e limite a 40 km all’ora per i Tir e 60 per le auto. Disagi si segnalano regolarmente, ma in giornate da bollino nero come quella di ieri percorrere la A14 diventa un vero e proprio incubo.

«L’insostenibile lentezza della viabilità nei tratti dell’autostrada A14 – dice il presidente regionale degli autotrasportatori aderenti alla CNA-Fita, Gianluca Carota – compresi tra i chilometri 274 e 388, interessati dal decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino delle corsie di marcia insistenti sui viadotti presenti in entrambe le direzioni, nel tratto Pescara sud–Porto S.Elpidio, drammaticamente sta colpendo le imprese del trasporto merci». Per lo stesso presidente «è urgente e necessario, al di là di legittime richieste quali la riduzione dei pedaggi autostradali o l’applicazione di deroghe speciali sui tempi di guida e di riposo degli autisti, che tutti i soggetti responsabili di questa situazione si adoperino per garantire con la massima celerità possibile, la totale riapertura delle corsie e il ripristino della normale circolazione». A detta di Carota «l’esigenza di sicurezza resta la prima, imprescindibile regola alla base del nostro lavoro quotidiano, quindi da parte nostra nessuna polemica verso l’azione della magistratura. Allo stesso tempo riteniamo che un’infrastruttura viaria fondamentale per il versante est della penisola italiana come è la A14 non possa rimanere a lungo in una condizione come quella attuale, dove i tempi di percorrenza diventano biblici. Per questo chiediamo con forza a tutte le autorità, alle istituzioni ed ai soggetti pubblici e privati coinvolti in questa vicenda, che facciano la propria parte con rapidità e solerzia, dando assoluta priorità alla soluzione della questione. Ma anche di conoscere i tempi entro cui la viabilità sarà pienamente ripristinata».

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