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Premio Polidoro, le minacce ai giornalisti al centro della 18esima edizione

Compie 18 anni il premio Polidoro riservato ai giornalisti. Un'edizione, quella di quest'anno, in cui ci sarà al centro il tema delle minacce ai colleghi.

Il Premio giornalistico dedicato a Guido Polidoro diventa maggiorenne.

Il Premio Polidoro, un appuntamento  ormai consolidato per i giornalisti abruzzesi è stato presentato questa mattina all’Aquila all’Emiciclo.

Un’edizione importante, non sia per la sua “longevità” ma soprattutto per il tema “caldo” di quest’anno.

L’edizione 2019 del Premio Polidoro è dedicata infatti  alle problematiche riguardanti le minacce, aggressioni e intimidazione ai giornalisti e si avvale della collaborazione di “Ossigeno”, l’osservatorio nazionale istituito per iniziativa degli organismi di categoria, che monitora questa criticità che, sempre più, si caratterizza come una vera minaccia alla libertà di stampa.

Il bando è riservato ai giornalisti professionisti e pubblicisti che potranno presentare gli articoli e i servizi pubblicati tra l’1 novembre 2018 e il 31 ottobre 2019, riguardanti aspetti significativi della cultura, dell’economia, della società e delle tradizioni popolari abruzzesi.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il Presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta; il Presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri; il Presidente della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri; il Capo area L’Aquila della Bper, Danilo Maurizio; il componente dell’esecutivo nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Nicola Marini; il Presidente della Commissione giudicatrice del Premio, Walter Capezzali e i famigliari di Guido Polidoro.

Il tema delle minacce e delle intimidazioni ai giornalisti è sempre più diffuso anche per via dei recenti fatti di cronaca nazionale.

Come ad esempio quanto accaduto al collega Daniele Piervincenzi che si trovava a Ostai il novembre 2017 con l’operatore Edoardo Anselmi, dove si è beccato una testata sul naso da Roberto Spada, fratello del boss Carmine, infastidito dalle domande di Piervincenzi, che allora lavorava per Nemo, sul suo presunto sostegno a Casapound nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio municipale.

Il video della testata che gli fratturò il naso ha fatto il giro d’Italia e del mondo.

Spada è stato poi condannato a sei anni, con l’aggravante del metodo mafioso e Piervincenzi seppur faticosamente si è lasciato alle spalle questa esperienza continuando  il suo cammino professionale.

Nonostante l’Abruzzo da questo punto di vista sia un posto “tranquillo”, sicuramente non possono essere dimenticati alcuni nomi eccellenti della carta stampata, che per fare giornalismo d’inchiesta hanno perso la vita.

In Italia sono 11 i giornalisti uccisi: Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi.

Di questi omicidi, 9 sono riconducibili direttamente alla criminalità organizzata. Poi ci sono anche Ilaria Alpi o Miran Hrovatin, diornalisti “detective” che hanno colmato vuoti investigativi importanti, perdendo la vita in circostanze ancora oggi non del tutto chiare.

Il Presidente Pallotta ha annunciato durante la presentazione del Premio che sarà ospite del Premio Polidoro il giornalista calabrese Michele Albanese che vive sotto scorta dal 2014 per le minacce ricevute dalla ‘ndrangheta.

“Sono felice  per aver patrocinato questo Premio e sono contento che la premiazione si terrà nelle nostre strutture – ha detto Sospiri – Oltre alla minacce e le intimidazioni, l’altro vero problema dei giornalisti è la precarietà e l’assenza di lavoro, questo rende la categoria poco libera. Ho raccolto l’invito del Presidente Pallotta per imprimere un’accelerazione alla legge regionale di sostegno all’editoria e conto, se non vi saranno grossi ostacoli, di approvarla al più presto.”

“Anche quest’anno il bando del Polidoro è rivolto a tutti i giornalisti abruzzesi e italiani che hanno scritto della nostra regione sotto diversi profili”, ha spiegato al microfono del Capoluogo.it.

“Abbiamo scelto di soffermarci sul tema delle minacce ai giornalisti non solo per la sua attualità ma anche perchè viene da chiedersi come mai ci siano queste problematiche pur vivendo in un mondo democratico”.

Il presidente Pallotta ha ricordato che oggi in Italia sono 13 i giornalisti che vivono sotto scorta perchè minacciati dalla criminalità organizzata, “colleghi minacciati che svolgono una professione democratica. Per questo vogliamo adesso esaminare tutte le conseguenze che questo tipo di criticità presenta nel nostro mondo, ripercuotendosi a livello di opinione pubblica e di convivenza civile”, ha concluso.

Il premio è patrocinato dal Consiglio regionale dell’Abruzzo e la premiazione si terrà nella sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo.

Il bando del premio è consultabile sul sito.

 

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