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Sole24Ore, indici di sicurezza: L’Aquila al 101esimo posto

La provincia aquilana si attesta al 101esimo posto per sicurezza, su una classifica tra le 106 italiane, dove la più difficile risulta essere Milano, mentre la più “felice”, Oristano.

La provincia aquilana si attesta al 101esimo posto per sicurezza, su una classifica tra le 106 italiane, dove la più difficile risulta essere Milano, mentre la più “felice”, Oristano.

 
L’indagine è pubblicata stamani dal quotidiano Il Sole 24 Ore che esamina i dettagli della criminalità stilando un ordine per tipi di reati, denunciati ogni 100mila abitanti.

«L’Aquila sana, dunque. Secondo un crescendo confermato dal fatto che la stessa indagine, con medesimi parametri, la voleva nel 2017 e nel 2018 alla 98esima posizione e nel 2016 alla 93esima in graduatoria.» ha dichiarato il primo cittadino Pierluigi Biondi.

«In questi ultimi mesi, in due occasioni in particolare, con la prefettura e le forze dell’ordine abbiamo condiviso incontri sulla sicurezza pubblica. Si è trattato di momenti importanti, organizzati a seguito di episodi violenti che hanno scosso il nostro centro storico e destato preoccupazione nella cittadinanza.»

«Fatti isolati, fortunatamente, confermati dalla ricognizione e dal lavoro continuo di donne e uomini in divisa che, costantemente, operano anche attraverso controlli interforze. Al netto di quelli che vengono definiti fenomeni fisiologici e del dato complessivo – che mette insieme l’intera provincia e, dunque, anche i comprensori di Marsica, Valle Peligna e Sulmona e Alto Sangro – questa città si attesta come uno dei luoghi più sicuri e tranquilli dove vivere e far crescere i nostri figli.»

«Lo stesso che da ragazzini vivevamo spensierati in lungo e largo, con le chiavi attaccata alla porta di casa, le macchine aperte, certi che se pure ci fossimo persi, anche uno sconosciuto ci avrebbe ricondotto a casa. Eppure la cronaca racconta di un disagio crescente ed è evidente che la qualità della vita di un luogo non può essere indicata solo dalla denuncia di un sopruso o un delitto.» prosegue Biondi.

«Compito delle istituzioni deve essere quello non solo di contrastare ma, soprattutto, prevenire situazioni di disagio ed è per questo che stiamo definendo progetti e programmi rivolti, soprattutto, ai giovani. Sono fin troppi gli elementi che concorrono al benessere delle comunità e penso che qui all’Aquila la nostra felicità sia spesso legata a quel che avevamo prima e ora non abbiamo più perché abbiamo dovuto ricostruirlo da capo, al doloroso lutto collettivo, al bisogno, a dieci anni dal sisma, di stringere una normalità che stentiamo a riconquistare.»

«In realtà, ci siamo trasformati. Abbiamo dovuto tracciare una nuova strada, siamo stati costretti a rivedere le nostre abitudini e persino i nostri sogni. Abbiamo dovuto fare i conti con un cambiamento epocale. Molti di noi non riconosceranno mai L’Aquila, qualcun altro l’ha conosciuta in parte, qualcun altro ancora ha fatto del cambiamento un punto di opportunità. Andando oltre gli individuali approcci psicologici, le proprie modalità di reazione e interiorizzazione del mutamento, esistono dati incontrovertibili che misurano con fiducia la proiezione dell’Aquila nel futuro.» 

«Viviamo in un territorio in cui studio, formazione e conoscenza rappresentano un cardine di crescita continua, che può vantare un’università tra le migliori al mondo secondo l’Arwu (Academic Ranking of World Universities), in cui il tasso di dispersione scolastica è tra i più bassi in Italia, dove la ricostruzione privata è oltre il 75 per cento, dove per primi si potrà toccare con mano la rivoluzione dell’innovazione tecnologica e che finalmente ha iniziato a essere attrattivo per i turisti, prova ne sono i dati incoraggianti riferiti a quest’anno – conclude il sindaco -. La strada per migliorarsi rimane sempre aperta e il cammino da percorrere è da fare insieme con fiducia, sicura, questa volta intimamente, di farcela. Perché ce la sta già facendo.»


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