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Auto a fuoco a Capitignano, parroco rigetta le illazioni

Il parroco di Capitignano esclude l'origine dolosa per l'incendio che ha distrutto la sua auto sabato notte.

Nella notte tra sabato e domenica è andata a fuoco l’auto del parroco di Capitignano; secondo lo stesso non si tratterebbe di un episodio doloso.

L’incendio, divampato a Capitignano di notte, tra sabato e domenica, ha distrutto completamente il veicolo del quale è rimasta solo la carcassa.

Sulla vicenda stanno indagando adesso i Carabinieri, per far luce su eventuali responsabilità esterne.

Sono stati fatti i rilievi del caso e secondo le prime informazioni, per adesso non è stato trovato l’innesco che ricondurrebbe l’episodio a una matrice dolosa.

La mancanza dell’innesco comunque vuol dire poco, perchè il materiale infiammabile può essere eventualmente cosparso anche senza una sorta di “detonatore”.

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Inoltre, si sta visionando anche in queste ore l’unica telecamera di videosorveglianza presente, che si trova fuori la casa del parroco a Capitignano.

Il parroco, di origini colombiane, si chiama Don Ever Jairo Moyra Curtas: intorno all’incendio della sua macchina in queste ore sono circolate tantissime voci, alcune tendenti all’illazione, respinte con decisione e fermezza dal prelato.

Il Capoluogo.it ha voluto sentire la sua voce, all’indomani dell’incendio.

“Sono tranquillo e senza paura; a Capitignano mi conoscono. Secondo me si tratta di un semplice cortocircuito; anche perchè la macchina non è nuovissima, nonostante io stia pagando ancora le rate”, spiega al microfono del Capoluogo.it.

Con questa frase, semplicemente, rimanda al mittente le chiacchiere che vorrebbero l’auto come nuova  e fiammante e frutto di una donazione.

Sulla stessa scia, in queste ore, sono circolate insistenti le voci che vorrebbero il parroco di Capitignano come una persona molto agiata, con diverse proprietà frutto di donazioni, inclusa la casa dove abita con la madre.

“Non è vero, io pago l’affitto e ho fatto anche delle migliorie che mi sono state scalcolate. Sono tutte cattiverie che non mi toccano, Io prego e credo nella bontà di nostro Signore”.

Don Ever, 50enne, è originario della Colombia, ma ormai si sente abruzzese di adozione; vive nella Valle dell’Aterno da più di 20 anni dove dice di “essere amico amico e benvoluto da tutti. Non ci sono mai stati problemi e chi dice il contrario semplicemente mente”.

“Ho amici nella zona che mi stimano e mi rispettano, sono sicuro che si farà luce sulla vicenda, allontanando dalla mia persona qualunque diceria”, conclude.

Don Ever non è solo il parroco di Capitignano, ma è incardinato presso diverse parrocchie della zona; S. Flaviano in Capitignano, SS. Cipriano e Giustina in Pago, S. Silvestro in Sivignano, S. Pietro Apostolo in S. Pietro di Sivignano, S. Giovanni Battista in S. Giovanni Paganica.

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