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Interrogatorio a L’Aquila, i carabinieri arrestati respingono le accuse

Interrogatorio di garanzia a L'Aquila per i due carabinieri della Stazione di San Salvo finiti agli arresti domiciliari.

L’AQUILA – Interrogatorio di garanzia per i due carabinieri arrestati a San Salvo. I militari respingono le accuse.

“Tutto il denaro falso è stato sequestrato”. Respingono fermamente le accuse i due carabinieri in servizio alla Stazione di San Salvo, il comandante e un maresciallo, raggiunti dal provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a seguito dell’indagine della Direzione Distrettuale dell’Aquila che accusa di peculato i due militari. Secondo i magistrati, infatti, i due carabinieri, controllando un pregiudicato trovato in possesso di soldi falsi presso un centro commerciale del posto, avrebbero provveduto al sequestro di 930 euro, omettendo di sequestrare altri 1490 euro. La difesa, rappresentata dagli avvocati Fiorenzo Cieri e Alessandro Orlando, sostiene invece che tutte le banconote contraffate siano state sequestrate. Il confronto, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, si è svolto presso il Tribunale dell’Aquila, davanti al giudice Guendalina Buccella.

I legali del maresciallo, che deve rispondere anche dell’accusa di detenzione illegale di munizioni da guerra, respingono anche l’accusa di divulgazione di segreto istruttorio. Il militare avrebbe inviato alla moglie e a un avvocato dei video relativi a un’indagine per maltrattamenti. Secondo la difesa, il militare riteneva concluse le indagini e quindi i video non più coperti da segreto istruttorio.

Al termine dell’interrogatorio, gli avvocati dei due militari hanno chiesto perciò la revoca delle misure cautelari. Si torna in Aula lunedì prossimo, per il Riesame.

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