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Rapina in villa, 65 anni alla banda

65 anni di carcere in tutto per la banda della rapina in villa a Lanciano durante la quale vennero barbaramente seviziati i coniugi Martelli.

65 anni anni di carcere complessivi alla banda che massacrò i coniugi Martelli durante una rapina a Lanciano.

65 anni in tutto, anzi 64 e 10 mesi: queste le pene inflitte ai 6 romeni condannati per una rapina in una villa a Lanciano.

Durante la rapina vennero seviziati e barbaramente massacrati i coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan.

I fatti risalgono al 23 settembre 2018; i due coniugi hanno rinunciato a costituirsi parte civile, non hanno assistito al processo, dicendo di volere solo giustizia ma di voler dimenticare quella notte.

L’udienza, è stata blindata; gli imputati giudicati con rito abbreviato sono: Ion Cosmin, 20 anni, e Costantin Aurel Turlica 22 anni, Ruset Aurel 25 anni, Alexandru Bogadan Colteanu 24, George Ghiviziu 26, Marius Adrian Martin 34.

Gli avvocati degli imputati sono: Paolo e Nicola Sisti che difendono Ghiviziu, Roberto Crognale che rappresenta i fratelli Turlica, Andrea D’Alessandro che difende Martin, Ciotti e Acciaro per Colteanu, Massimiliano Bravin per Ruset e Vincenzo Menicucci per Jacota.

Tutti puntavano a ridurre le pene, considerate eccessive, chieste dal procuratore capo Mirvana Di Serio 7 giorni fa: 18 anni per Colteanu, 14 anni per Martin, la mente del gruppo, Ruset e Costantin Turlica entrati in villa; 12 anni per Ion Turlica e per George Ghiviziu, considerati i “pali”; 2 per Jacota. Richieste fatte sulla base di un’indagine serrata fatta con polizia e carabinieri, che vede oltre 1.200 pagine di accuse.

Queste le condanne: 15 anni e 4 mesi per Colteanu, 11 anni e 4 mesi per Martin, 10 anni per Ruset e Costantin Turlica, 9 anni e 4 mesi per Ion Turlica, 8 anni per Ghiviziu e 10 mesi, pena sospesa, per Jakota.

Come riporta il Centro, le accuse a loro carico sono di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi.

L’ultimo atto del processo è iniziato con il rigetto dell’integrazione probatoria presentata dai legali di Colteanu, Rocco Ciotti e Alessandra Acciaro di Teramo.

Nell’integrazione i leali di Colteanu hanno cercato di “tirare fuori” il loro assistito, asserendo di essere in un alatro luogo quella notte e più precisamente all’hotel Alba di Lanciano. Il giudice non ha tenuto conto delle dichiarazioni rilasciate nella memoria, ma ha comunque permesso a Colteanu di rendere dichiarazioni spontanee.

I FATTI

Secondo le indagini effettuate da carabinieri e polizia, a entrare nella villa furono Martin, Colteanu Ruset e Costantin Turlica.

I malviventi salirono in camera da letto e legarono Martelli, poi presero la moglie che era in un’altra stanza  a cui venne anche tagliato un pezzo di orecchio. La donna riferì che a compiere questo barbaro gesto fu proprio Colteanu.

Dopo quasi due ore di pestaggio e aver messo a soqquadro la casa, i rapinatori fuggirono portandosi via un bancomat con il quale ritirarono quasi 2 mila euro, un anello, tre orologi, un paio di orecchini e due collanine.

Tutti i condannati hanno preannunciato ricorso in appello, dopo aver letto le motivazioni che arriveranno in 15 giorni.

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